L’AQUILA – 3.500 dosi al giorno. E’ l’obiettivo che si è posto il manager della Asl L’Aquila, Roberto Testa, una volta superata la crisi legata al vaccino Astrazeneca.

Come si legge sul quotidiano Il Messaggero, nel corso della nella seduta della terza commissione convocata dalla presidente Chiara Mancinelli, ha per questo annunciato che sabato 20 marzo sarà attivato il nuovo centro vaccinale di Bazzano, ” con 6 nuove linee che si sommano alle 8 linee di via Ficara”.

“Il primo piano sarà occupato dalle linee vaccinali; il secondo sarà dedicato al contact tracing”.

Ulteriori postazioni mobili saranno allestite nei comuni del circondario quali, come Capitignano, Pizzoli, Rocca di Mezzo e Capestrano, mentre ei centri più piccoli e nelle frazioni arriveranno invece camper con la primula.

“Non escludo di mettermi a disposizione anche io per vaccinare” ha detto Testa, specificando che è stato fatto tutto il possibile per aumentare le unità di personale fra volontari, Protezione civile o medici in pensione.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, al 17 marzo nel territorio della Asl erano state effettuate 36.275 prime dosi e 9.223 seconde dosi. Il dettaglio di questo dato è di 8.715 dosi effettuate su insegnanti e forze dell’ordine, 7.410 sugli over 80, 1.193 per gli anziani ospiti delle Rsa e 276 per il personale, 174 medici, 7296 operatori sanitari, 1.988 personale non sanitario. Giansante ha sottolineato inoltre che il vero problema è rappresentato al momento dall’approvvigionamento dei vaccini.

In tema di scorte, invece, nella provincia sono disponibili 867 flaconi di Pfizer, circa 5 mila dosi, 3.590 dosi di Astrazeneca adesso bloccate e 1.500 dosi di Moderna.

Affrontato, ieri, anche il problema delle carenze di personale nei reparti di Neuropsichiatria infantile e Neonatologia del San Salvatore sollevato dalla consigliera Emanuela Iorio.

“Sono stati pubblicati avvisi vari, purtroppo, non troviamo personale qualificato. E’ stato pubblicato un avviso per la neonatologia: sappiamo già, però, che non riusciremo ad avere altro che uno specializzando”, ha spiegato la dottoressa Di Fabio.