L’AQUILA – I primi dati raccolti segnano il trend positivo di coperture per i vaccini obbligatori in Abruzzo, una media che in diversi casi supera l’obiettivo minimo previsto, il 95 per cento.

Non sono ancora stati resi noti i numeri esatti a livello nazionale, in assenza di un’anagrafe vaccinale centrale, ma secondo i rapporti diffusi dalle Regioni i bambini non in regola dovrebbero essere pochissimi, probabilmente appena poche centinaia (o anche meno) in tutta Italia.

L’Abruzzo rientra così  tra le 13 regioni che hanno raggiunto la cosidetta “immunità di gregge”, quelle in cui la percentuale di bambini nati nel 2015 vaccinati è salita oltre il 95 per cento. Le altre regioni sono il Piemonte, la Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Intanto tra rinvii, proroghe e autocertificazioni il tempo è scaduto: il 10 marzo era l’ultimo giorno per mettersi in regola con i vaccini obbligatori, portando il certificato vaccinale a scuola, pena l’esclusione dall’aula per i bambini da 0 a 6 anni rimasti con la sola autocertificazione.

La legge Lorenzin, che prevede dieci vaccini obbligatori e, appunto, l’esclusione dalla scuola dell’infanzia per i bambini non in regola (per quelli di elementari e medie invece scattano le multe ai genitori) diventa dunque pienamente operativa, dopo una serie di rinvii, ultimo proprio quello del Milleproroghe che spostava la scadenza dal settembre 2018 al 10 marzo 2019, per evitare il caos alla riapertura delle scuole dopo le vacanze, anche alla luce del fatto che l’anagrafe vaccinale, uno dei capisaldi della legge Lorenzin che consentirebbe di avere un quadro preciso di quanti bambini sono vaccinati, ancora non è pronta.

In Abruzzo i dati sono in alcuni casi anche superiori alla media nazionale, come nella Asl di Teramo dove si è superata la cifra del 95 per cento per la copertura del vaccino del morbillo, parotite e rosolia, l’esavalente ha raggiunto il 99,6 per cento; a Pescara la copertura, dove si è recuperato anche su parotite e rosolia, si attesta intorno al 97 per cento; nella Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, sono arrivate al 96% nel 2018 le coperture a 24 mesi per il vaccino esavalente (difterite, tetano, pertosse acellulare, poliomielite, epatite B ed haemophilus influenzae di tipo B), mentre si attestano al 94% le coperture per la Mpr (morbillo, parotite e rosolia). Ancora problemi, invece, per l’elaborazione dei dati per la Asl 2 Chieti-Lanciano-Vasto anche se, secondo le prime informazioni, la copertura media si attesterebbe intorno al 95 per cento.

Solitamente i 10 vaccini obbligatori vengono proposti in formulazioni multicomponente. Al paziente, quindi, non viene effettuato un singolo vaccino bensì più di uno. Ad oggi c’è la formula esavalente che comprende i vaccini antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica antiepatite B, antipertosse e anti Haemophilus influenzae e quella trivalente contro morbillo, parotite e rosolia. In alternativa di quest’ultimo è possibile richiedere la composizione quadrivalente che comprende anche la varicella.

I dati però, mentre sono piuttosto positivi per l’esavalente, restano ancora bassi per il vaccino trivalente anche se il trend, rispetto al 2017, è comunque in crescita ovunque.

Infatti, secondo quanto risulta da una rilevazione di medio termine effettuata dal ministero della Salute appositamente per valutare l’impatto della Legge sulle vaccinazioni obbligatorie nelle coorti di bambini nati negli anni 2015, 2014 e 2010, risultano in aumento le coperture vaccinali dei bambini in Italia rispetto ai dati al 31 dicembre 2017.

In diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità pari al 95%. In particolare, la copertura nazionale relativa ai bimbi nati nel 2015 nei confronti della polio supera il 95% (95,46%), guadagnando un +0,85% rispetto alla rilevazione al 31 dicembre 2017; superano la soglia del 95% anche le coperture registrate in 13 Regioni.

Il dato sulla polio è utilizzato per misurare anche la copertura della vaccinazione esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, Hib, epatite B). L’aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 94,15%, con un +2,30%; sei le regioni che superano il 95% e altre tre vi si avvicinano. In aumento anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (90,90% al 31 dicembre 2017 vs 91,98% al 30 giugno 2018) e anti-meningococcica C (82,64% vs 87,77%).

Secondo gli stessi dati in Abruzzo, la copertura vaccinale per la polio ha raggiunto il 98,16 per cento mentre non raggiungerebbe la soglia minima quella per il morbillo che si attesta al 92,47 per cento. Un dato, però, ancora fermo al 2016 quando, come ha spiegato il direttore del servizio vaccinazioni della Asl 1 Avezzano Sulmona L’Aquila, Enrico Giansante, “c’è stato un calo per la Mpr (morbillo, parotite e rosolia) a causa delle false notizie sulle complicanze della vaccinazione per il morbillo. Il dato atteso per la Mpr era il 95%, siamo vicinissimi al recupero e in linea con la media italiana”. Un altro dato positivo è quello legato alla vaccinazione per la varicella.

Un risultato ancora più clamoroso quello raggiunto a Teramo, se si considerano questi aspetti, in quanto per il vaccino trivalente, si è superata la cifra del 95 per cento mentre per l’esavalente si è addirittura raggiunto il 99,6 per cento.