L’AQUILA – Una gara urgente, aperta fino al 31 agosto e la possibilità di forniture scaglionate, a campagna di prevenzione già avviata. Sono le due mosse decise dalla Regione per fronteggiare quella che potrebbe essere un’altra emergenza: la carenza di vaccini contro l’influenza stagionale. 

Lo riporta il Messaggero in edicola oggi. 

Il problema non è di poco conto visto che la corretta separazione tra la malattia di stagione e il coronavirus sarà cruciale per la gestione dell’epidemia. Oggi, come segnalato anche dal Sole 24 ore, l’Abruzzo è tra le tre regioni italiane, insieme a Molise e Basilicata, ad aver avuto problemi con l’approvvigionamento delle dosi di vaccino antinfluenzale. Tutto perché le aziende, per quanto riguarda alcuni specifici lotti, hanno già fatto sapere di non essere in grado di garantire le forniture. 

Per l’Abruzzo la situazione è piuttosto complessa. 

Le gare indette dall’Agenzia regionale di Informatica e Committenza (Aric) si sono concluse con alcuni lotti andati deserti. In particolare quello da 248 mila dosi di vaccino influenzale tetravalente “Virus split” (frammentato) inattivato.

Sono invece stati aggiudicati altri tre lotti: alla Seqirus 154 mila dosi di vaccino antinfluenzale adiuvato Mf 59 (il “Fluad”), trivalente dai 65 anni di età; sempre alla Sequirus 8 mila dosi di vaccino influenzale antigene di superficie, inattivato, prodotto in colture cellulari (il “6 Flucelvax Tetra), destinato ai bambini dai 9 anni di età; infine alla Sanofi 5 mila dosi di vaccino antinfluenzale tetravalente (“Efluelda”), sempre per gli ultra 65enni. 

La nuova gara è stata indetta con urgenza con base d’asta di 1,4 milioni di euro. La speranza della Regione è che qualcuno possa farsi avanti. 

Come spiega il direttore del Dipartimento Salute, Claudio D’Amario, l’altro correttivo possibile è l’acquisto di stock in corso d’opera: “Siccome c’è questa sovrapposizione tra influenza e coronavirus molte Regioni, soprattutto quelle che hanno posto l’obbligo, hanno triplicato i quantitativi richiesti. La produzione dei vaccini non è infinita, questo ha procurato una non chiusura di tutti i lotti che erano stati posti in gara. Stiamo lavorando per utilizzare al meglio gli strumenti di approvvigionamento”.
  
“In base alla fascia di popolazione che bisogna vaccinare – spiega ancora D’Amario – noi abbiamo fatto una con una serie di richieste per varie tipologie di vaccini. Su alcuni lotti alcune aziende non hanno risposto perché per adesso non riescono a garantire tutti i quantitativi. In ogni caso ci stiamo lavorando. Si possono utilizzare anche altri lotti, non è che il vaccino è sia unico. Per l’Abruzzo avevamo previsto, fra le fasce pediatriche, gli operatori e gli ultra 65enni, per i quali c’è una raccomandazione molto elevata di copertura di almeno il 75 per cento della popolazione, circa 350 mila dosi”. 

Alla fine D’Amario dice che il vaccino arriverà, ma “sicuramente quest’anno sarà un po’ più difficoltoso avere la disponibilità immediata. Se cominciamo a vaccinare dalla metà di ottobre man mano questi stock, visto che sono ditte multinazionali, saranno disponibili. Riusciremo ad averlo, sono ottimista”.