ROMA – “Il timore di fare il richiamo con un vaccino diverso è immotivato. Al contrario, chi ha avuto la prima dose del vaccino AstraZeneca e farà la seconda con Pfizer o Moderna otterrà una copertura maggiore”.
Lo ribadiscono all’Agi fonti vicine al Cts, chiarendo che la decisione dello stop di venerdì scorso al vaccino del colosso anglo-svedese è basata su studi verificati e affidabili. Il richiamo andrà fatto entro la dodicesima settimana, nelle modalità che saranno stabilite dalle Regioni. Escluso il siero Johnson & Johnson, anch’esso a vettore virale e potenzialmente in grado esporre agli stessi rischi di quello di AstraZeneca.
Un esperimento su cavie? “No”, ribattono le fonti. “Non è la prima volta che si ricorre a quella che viene definita una vaccinazione eterologa, è già accaduto con l’epatite A, ad esempio. E non è l’Italia la prima a orientarsi verso questa direzione. La combinazione di sieri diversi è già stata approvata, in seguita ad attente valutazioni, in Francia, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia e Regno Unito. Ma per convincere i restii – si precisa – anche la comunicazione deve fare la sua parte. No allora a espressioni come ‘mix’ o ‘cocktail’ che oltre a essere inesatti danno un’idea di raffazzonato”.






