L’AQUILA – “In questa occasione il presidente Marco Marsilio ha sbagliato: la priorità delle vaccinazioni deve essere data alle persone anziane e fragili, personale della giustizia e magistrati, potevano aspettare, come è giusto aspettare per noi  avvocati”.

Parole forti, quelle dell’avvocato Roberto Tinari, presidente del consiglio comunale dell’Aquila, di Forza Italia, in riferimento al piano vaccinale della Regione Abruzzo, dove Marsilio, Fratelli d’Italia, nella delibera di Giunta regionale 173, ha inserito, uno dei pochi in Italia, nelle categorie prioritarie della fase due delle vaccinazioni, equiparandoli al personale scolastico e alle forze armate, anche gli operatori della giustizia, ovvero magistrati togati e onorari, giudici di pace, avvocati e praticanti avvocati nonché personale amministrativo del Tribunale, della Procura della Repubblica e dei Giudici di pace, e di tutto il Distretto. Questo quando molto resta da fare per le vaccinazioni degli over 80, persone con patologie e disabili.

Marsilio ha però spiegato però che le vaccinazioni agli operatori della giustizia non rallenteranno quella per le categorie fragili.

Esclusi invece gli avvocati che hanno vivacemente protestato, per voce del Consiglio ordini forensi Abruzzo (Cofa), e non per chiedere anche loro un canale previlegiato ma sottolineando, ironicamente, “la soddisfazione per il fatto che all’avvocatura abruzzese, pur se protagonista del ‘servizio essenziale della giustizia’ in misura almeno pari ai magistrati ed al personale di cancelleria, sia risparmiato l’imbarazzo di una priorità che si tradurrebbe di fatto in un privilegio, che in molti non comprenderebbero, sottolineando l’ovvia ma necessaria considerazione che non esiste giustizia senza avvocati”.

Sulla stessa linea Tinari: “Oggettivamente è un grosso limite di questo piano, per quel che riguarda la mia categoria, è giusto che aspetti, che dia la precedenza a chi è più a rischio. e lo stesso doveva avvenire per il personale della giustizia, io li avrei messi per ultimi, assieme a noi avvocati. Le linee di indirizzo di Mario Draghi di ragionare per fasce di età, fragilità e patologie era giusta, ogni regione non può fare poi come gli pare. Ma queste sono mie opinioni”