L’AQUILA – La crisi economica in Abruzzo inizia a farsi sentire anche a Natale e Capodanno.
Secondo quanto emerge dai dati riferiti dalle agenzie di viaggio delle quattro province abruzzesi, infatti, quest’anno si registra una consistente diminuzione delle vendite di pacchetti turistici.
La maggior parte dei residenti in regione che ha scelto di partire lo farà solo per pochi giorni e in Italia.
Le classiche vacanze sulla neve sembrano rimandate a dopo l’Epifania, in periodo di bassa stagione, proprio perché troppo costose.
Solo per i più fortunati le mete ambite riguardano i Caraibi e l’Egitto, ma la maggior parte di quelli che hanno scelto di partire preferisce passare il Capodanno in una città d’arte o in una capitale europea.
La percentuale più importante di abruzzesi, però, rimarranno a casa.
Dall’agenzia di viaggi Nautilus ci descrivono una forte depressione del settore.
“La crisi economica ha colpito duramente il mercato dei viaggi. Rispetto allo scorso anno si registra un discreto calo delle vendite dei nostri pacchetti”, dicono.
“La maggior parte degli aquilani – proseguono – si accontenta del classico Capodanno in una capitale europea come Parigi o Amsterdam”.
“E per quest’anno i viaggi non sono rientrati affatto nelle idee regalo degli aquilani”, continuano.
“Per quanto riguarda il Natale, invece, le richieste sono state pochissime. Prevediamo che il picco di richieste ci sarà a partire da martedì 27 per il periodo immediatamente successivo all’Epifania. Con il concludersi dell’alta stagione, infatti, i prezzi scenderanno considerevolmente”, concludono.
A Teramo, invece, la crisi economica sembra non farsi sentire.
“Quest’anno la situazione è rimasta stabile – dichiarano all’agenzia Damp – più o meno le vendite dei pacchetti viaggio sono rimaste le stesse sia per quanto riguarda le vacanze sia come regali natalizi”.
“Le mete lontane preferite per quest’anno – proseguono – sono Caraibi, Argentina e Sud America in genere, mentre tra le destinazioni più vicine, la Spagna, Madrid e Barcellona in testa”.
“Molti, inoltre, si accontentano del Capodanno nelle città italiane, come Roma, Firenze, Venezia”.
“Per quanto riguarda le vacanze sulla neve i teramani preferiscono spostarsi dopo l’Epifania perché è molto più economico rispetto al Capodanno, ma sembra sia una tendenza nazionale”, concludono alla Damp.
“Quest’anno abbiamo registrato un’enorme contrazione delle vendite rispetto agli anni precedenti”, dichiarano all’agenzia Aternum.
“Comunque la tendenza per chi non ha rinunciato a spostarsi durante questo periodo è verso i Caraibi, per quanto riguarda il lungo raggio, e la Tunisia e la Slovenia per il corto raggio. I pescaresi, inoltre, si sono orientati sulle crociere o sulle visite alle città d’arte italiane e straniere”, concludono.
Anche all’agenzia Pentatur parlano di una situazione di crisi notevole rispetto agli anni precedenti.
“Rispetto agli anni precedenti abbiamo registrato un’affluenza decisamente minore. I pescaresi si sposteranno in pochi nel periodo di Natale e Capodanno e solo per un massimo di tre o quattro giorni”, dicono.
“Intorno all’Epifania, invece, le mete più gettonate sono i Caraibi – proseguono – o altri posti caldi ma comunque per meno di sette giorni. Le vacanze sulla neve sembra non siano proprio considerate dalla nostra clientela, è probabile, infatti, che gli abruzzesi scelgano le proprie montagne per sciare”.
“Il punto è che anche potendo non ci si sbilancia più di tanto, si cerca di controllare la spesa il più possibile”.
“Un forte incremento, invece, si registra nella scelta di buoni viaggio come idee-regalo, ogni anno piacciono sempre di più”.
All’agenzia Salvemini di Chieti riferiscono che “la crisi si fa davvero sentire. È una questione di numeri, l’affluenza è calata moltissimo rispetto agli anni precedenti”.
“Abbiamo lavorato molto sulle classiche capitali europee – proseguono – grazie alle numerose compagnie aeree low cost che permettono di contenere di molto la spesa”.
“Per quanto riguarda le vacanze sulla neve ci si orienta sul Nord Italia, in particolare il Trentino, per non più di quattro giorni al massimo, però a ridosso dell’Epifania, perché prima i costi sono decisamente più alti”, concludono.






