TORNIMPARTE – ”Il dominio collettivo adesso non è più un relitto che in passato si è pensato anche di abolire, con questa legge si fa il contrario. Tanto è vero che la legge stabilisce che il regime giuridico di questo tipo di terreni, sia quello dell’inalienabilità, dell’indivisibilità, dell’inusucapibilità e della perpetua destinazione agro-silvo-pastorale”.
Lo ha detto la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, durante l’incontro a Vilalgrande di Tornimparte (L’Aquila) su ”Usi civici: tradizione e opportunità”, promosso dal locale circolo del Pd, per approfondire e spiegare le implicazioni della legge nazionale ”Norme in materia di domini collettivi”, entrata in vigore nel novembre scorso.
Un provvedimento innovativo che riguarda molto da vicino l’Abruzzo, visto che il 49% della superficie regionale è dominio collettivo e proprio l’Abruzzo è la seconda regione d’Italia dopo il Trentino per estensione territoriale gestita dalle popolazioni residenti.
Questi territori sono gestiti in gran parte dalle collettività, tramite le amministrazioni separate. In Abruzzo sono costituite 28 Asbuc (amministrazione separata dei beni frazionali di uso civico), di cui 12 nell’aquilano.
La Pezzopane ha definito la legge in questione ”molto innovativa, approvata in Parlamento su un testo del senatore del Pd Giorgio Pagliari“.
Tra i punti salienti della legge c’è il riconoscimento delle organizzazioni che gestiscono i domini collettivi (nel caso abruzzese le Asbuc) come persone giuridiche di diritto privato.
“Ho seguito da vicino l’iter e posso dire che si tratta di una piccola rivoluzione”, ha aggiunto la Pezzopane.
“Disposizioni nette – ha sottolineato la senatrice – che possono risultare decisive anche nella vicenda del gasdotto Snam, il cui progetto di tracciato attraversa in parte proprio domini collettivi: risulterebbe difficile superare i vincoli imposti dalla legge”.






