CLEVELAND – Una quarta donna scomparsa e cinque gravidanze trasformate in aborti.

Dalla casa dell’orrore di Cleveland affiorano nuovi dettagli da incubo, nelle ore in cui i responsabili del rapimento e della reclusione forzata di tre ragazze stanno iniziando a parlare.

Ora che Amanda Berry, Gina DeJesus e Michelle Knight sono di nuovo libere, gli investigatori dell’Ohio hanno incontrato i parenti di Ashley Summers, la 14enne scomparsa 6 anni fa nella zona in cui sorge la casa prigione: “Speriamo anche noi nel nostro miracolo”, ha detto la madre della ragazza.

Ma dopo che è stata accertata la violenza sessuale sulle ragazze, la polizia rivela che anche queste rimasero incinta più volte, cinque per la precisione; e che tre di queste gravidanze furono interrotte per la malnutrizione e le percosse a cui le donne vennero sottoposte fino ad abortire. Tuttavia nella casa non sono stati ritrovati resti umani.

Solo Amanda Berry, eroina di questa storia incredibile, ha dato alla luce una bambina che ora ha 6 anni. Forse la piccola con cui, circa una settimana fa, il vicino di casa Israel Lugo vide il carceriere Ariel Castro giocare al parco: “Gli ho chiesto chi fosse e rispose che era la figlia della fidanzata”.

E poi, tanti dettagli agghiaccianti: la partecipazione dello stesso Castro alla veglia di preghiera, organizzata il mese scorso, in favore di Gina DeJesus; e la morte misteriosa di Grimilda Figueroa, ex moglie di Castro, a cui il marito avrebbe provocato fratture multiple, l’asportazione di alcuni denti ed ematomi cerebrali.

Nella casa di Cleveland sono state ritrovate corde e catene: le tre ragazze segregate venivano lasciate libere nel cortile solo una volta ogni tanto.

(fonte leggo.it)