WASHINTON – Ha scatenato un uragano di polemiche il fotomontaggio di Barack Obama-scimpanzè, con tanto di feroce didascalia a corredo (“ora si capisce perché non esiste certificato di nascita”).
Tutta carne succulenta per chi nutre forti dubbi sulle origini a stelle e strisce del primo presidente ‘colored’ degli Stati Uniti d’America.
Dalle parti della Casa Bianca e non solo, sono state chieste le dimissioni di Marylin Davenport, repubblicana affiliata agli ultraconservatori del ‘Tea Party’, visto che sarebbe stata proprio lei a spedire via email il fotomontaggio.
La Davenport non ha comunque rassegnato le dimissioni, pur scusandosi per la volgarità.
Condanne e accuse di razzismo all’indirizzo dell’ultraconservatrice sono piovute da ogni parte degli States.
Alice Huffman, presidente del Naacp (National association for the advancement of colored people), la principale organizzazione che si batte per la difesa dei diritti dei neri americani, oltre a pretendere le dimissioni della Davenport, ha dichiarato che “rappresentare il presidente degli Stati Uniti in modo diverso da un essere umano non può essere considerato che razzista”.



