TERAMO – Si dimetterà al compimento dell’età pensionabile, ovvero il 70esimo anno, a fine mese, e non alla scadenza naturale del mandato, il rettore dell’Università di Teramo, Rita Tranquilli Leali.
Lo ha reso noto oggi lo stesso rettore, a conclusione di una lunga e rovente riunione del Senato accademico, ponendo termine a una querelle con lo stesso Senato e il Consiglio di amministrazione, che le avevano dichiarato la sfiducia.
“Pur non condividendo le interpretazioni espresse dal Senato Accademico in ordine alla durata del suo mandato rettorale – è la nota che ha fatto pervenire alla stampa – al fine di garantire all’Ateneo un più agevole e celere processo di rinnovamento correlato ai criteri della nuova governance introdotti dalla c.d. legge Gelmini, ritiene di onorare il suo mandato fino alla data del suo collocamento in quiescenza (31 ottobre 2012)”.
Il Senato accademico “nel prendere atto di questo gesto di alto profilo istituzionale esprime il più ampio apprezzamento per l’impegno sempre profuso dal Rettore nello svolgimento di numerosi ruoli istituzionali all’interno dell’Ateneo. Ringrazia il Rettore per il profondo senso di responsabilità e appartenenza all’istituzione. Il Senato invita il Rettore a voler presiedere, dal 1 novembre 2012 al gennaio 2013, una Commissione per l’attuazione dello Statuto al fine di consentire l’avvio del processo di transizione”.
Dunque l’Università di Teramo tornerà al voto, che il Decano dovrà indire non prima di due e non più tardi di quattro mesi dalla data di pensionamento del Rettore.
Si chiude così, con un accordo all’unanimità come è stato definito dai protagonisti della polemica, un periodo travagliato della vita dell’ateneo teramano evitando così la tanto temuta paralisi amministrativa.
Rita Tranquilli Leali, romana, Ordinario di Diritto della navigazione, era stata eletta con ampio consenso nel 2009, succedendo a Mauro Mattioli.
Nei quattro anni precedenti era stata preside della Facoltà di Giurisprudenza.



