L’AQUILA – Studenti contro i test d’ingresso per le facoltà universitarie a numero chiuso anticipati ad aprile.
“Rifiutiamo l’omologazione dei saperi dettata dai disinvestimenti degli ultimi anni – scrive in una nota l’Unione degli studenti dell’Aquila – contestiamo lo strumento del numero chiuso come meccanismo di competizione e selezione, contestiamo la scelta di introdurre i test di ingresso ad aprile, rivendichiamo un libero accesso ai canali formativi per tutte e tutti!”.
LA NOTA INTEGRALE DEGLI STUDENTI
In questi giorni le ragazze e i ragazzi dei quinti anni di tutte le scuole superiori aquilane e dell’intero Paese che hanno scelto di frequentare i dipartimenti universitari a numero chiuso, contestualmente alla già problematica preparazione agli esami di maturità che si svolgeranno all’inizio dell’estate, hanno dovuto affrontare i test d‘ingresso.
Attualmente la stragrande maggioranza degli studenti, nonostante sia fermamente convinta che i test siano fondati su una valutazione del tutto iniqua e volta alla loro espulsione dai canali formativi, sono costretti, per conseguire i loro obiettivi e i loro sogni, a sostenere una preparazione ai test che la scuola non offre, e che gli enti privati predisposti forniscono in maniera tanto costosa quanto inefficace.
Inoltre l’anticipo dei test ad aprile definitivamente introdotto all’inizio di quest’anno scolastico altro non è che uno spudorato attacco al diritto allo studio. Come chiamereste altrimenti un provvedimento che costringe all’impossibilità di sostenere in maniera adeguata sia i test sia gli esami di maturità impedendo di fatto la preparazione sia sul piano dei tempi sia sul piano dei contenuti?
Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi con meno laureati in Europa, lo strumento del numero chiuso viene adottato da oltre il 60 % dei dipartimenti italiani. Anche nel caso in cui non si condivida la battaglia culturale che da sempre l’Unione degli Studenti, insieme a Link Coordinamento Universitario porta avanti contro il numero chiuso, è però impossibile non riconoscere le contraddizioni evidenti di questo sistema di accesso all’università sul piano pratico: ad esempio in un momento di profonda crisi del sistema sanitario per la mancanza di dottori ed operatori sanitari il numero chiuso a medicina è volto a limitare l’accesso ala formazione medica. Tutto questo per noi non ha senso.
Abbiamo raccolto migliaia di testimonianze in tutta Italia, e anche nella nostra città abbiamo riscontrato un forte dissenso sul tema. Invitiamo quindi gli studenti tutti a comporre un dibattito ampio, che coinvolga la rappresentanza sia negli organi delle scuole, sia nella Consulta Provinciale, sia nelle associazioni e nei movimenti cittadini, anche in direzione di una mobilitazione, che a livello nazionale si svolgerà il 12 maggio.



