L’AQUILA – Giornata di mobilitazione studentesca in tutta la Regione, in concomitanza con la protesta internazionale degli universitari.

Cortei, sit-in e lezioni aperte ci sono state in tutta la regione, in particolare all’Aquila e a Pescara, nella città adriatica hanno sfilato in mille, così come a Chieti, dov’è stato letto il discorso di Pericle agli Ateniesi.

Sono stati 500 invece gli insorti a Teramo, che hanno protestato anche contro le banche.

CHIETI: SFILANO IN MILLE, LETTO IL DISCORSO DI PERICLE

Una marea di mille studenti ha mandato in tilt Chieti con problemi al traffico e alla viabilità.

Il corteo dei manifestanti ha preso il via da largo Cavallerizza per, poi, proseguire lungo via Asinio Herio e via Spaventa.

Intorno alle 12, sit-in di protesta e assemblea in piazza Valignani, dove alcuni studenti del liceo Classico “Vico” hanno letto il discorso di Pericle agli ateniesi del 461 a.C.: un elogio alla libertà, alla democrazia e alla giustizia.

Armati di fischietti, striscioni e slogan, gli studenti hanno manifestato il loro malessere rivendicando il diritto allo studio e una Italia all’altezza dei propri sogni.

Nel mirino le banche (“I politici sono i camerieri dei banchieri”), la riforma Gelmini (“Una scuola in miseria è un Paese senza futuro”) e la voglia di lottare per cambiare il proprio futuro (“Prima l’informazione, poi la rivoluzione”).

L’AQUILA: LEZIONE SU BUS, ASSEMBLEE E CORTEI

Assemblee, lezione sul bus e corteo serale in centro storico oggi, 17 novembre, una giornata di mobilitazione studentesca internazionale.

Si sono svolte a Ingegneria, al polo di Coppito, alla Reiss Romoli e al polo didattico le assemblee che hanno avuto come punti centrali della discussione i trasporti, il diritto allo studio, la residenzialità, i servizi, i tagli e le peggiorative riforme in cantiere sul diritto allo studio.

Le iniziative sono proseguite con l’assemblea presso la residenza Campomizzi, con una lezione accademica sul bus Bazzano-L’Aquila alle 17, per rivendicare trasporti e servizi per la facoltà di Lettere e per riflettere sulle politiche economiche, tenuta dal professor Mario Di Gregorio sul “New deal” e Roosevelt, perché non soltanto con i tagli si rilancia un Paese in crisi.

La giornata si è conclusa alle 18 con il corteo serale che è partito dalla Fontana Luminosa e che ha percorso le vie del centro storico.

LA CRONACA DELLA LEZIONE SUL BUS

Una lezione in autobus per protestare contro una facoltà, quella di Lettere, rilocalizzata troppo lontano, a Bazzano (L’Aquila), dopo il sisma del 6 aprile 2009.

Un mezzo dell’Ama (Azienda aquilana della mobilità), il numero 108, che porta da Bazzano alla Fontana Luminosa, è partito alle 17.30 dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Aquila con a bordo una ventina di studenti e il professore di filosofia Mario Di Gregorio.

Sotto la pensilina degli autobus si è radunato un gruppetto di una decina studenti, bandiere alla mano, che aspettavano arrivasse il pulman.E il bus è arrivato in orario.

Saliti a bordo, un rappresentante dell’Udu ha preso la parola: “Stiamo vivendo una situazione insostenibile, senza mensa e con questa decentrazione invalidante. Lettere e Filosofia – ha aggiunto – deve rivendicare la sua propria sede, che è in centro”.

E sulla mensa lo studente ha affermato che “pare che ci daranno un luogo dove poter pranzare, raccoglierà una quarantina di posti e permetterà a noi studenti di non dover ricorrere a soluzioni scomode o dispendiose”.

Sull’autobus c’erano c’erano quattro passeggeri, che di buon grado hanno ascoltato la lezione.

Il percorso ha attraversato il progetto c.a.s.e. di Bazzano, Sant’Elia, il Terminal fino ad arrivare, appunto, alla Fontana Luminosa.

Qui c’era uno stuolo di persone, che, con musica di sottofondo, aspettavano l’arrivo dei compagni.

“Penso che in questo periodo ci siano molte manifestazioni ma per colpa dei media non si ottiene nessun risultato: non danno e non ci danno alcun risalto – ha sbottato un altro giovane – Siamo estremamente demotivati, ma dobbiamo continuare a mobilitarci”.

“Questa lezione in autobus – ha commentato un ragazzo – è funzionale alle richieste che facciamo: una rivendicazione dei nostri luoghi e dei mezzi di spostamento, senza i quali non potremo arrivare in facoltà. Questa dislocazione ha creato non pochi problemi, mi sembra il minimo che ci diano la possibilità almeno di spostarci”.

Il prof Di Gregorio ha tenuto una lezione su Franklin Delano Roosvelt e le connessioni che la situazione americana prebellica ha con la crisi economica che sta colpendo l’Italia.

“I ragazzi fanno benissimo a mobilitarsi – ha affermato il docente ad AbruzzoWeb – non sappiamo se si stanno muovendo nel modo giusto né se stanno percorrendo la strada che li porterà a ottenere più diritti, ma sicuramente se non ci provano non lo sapranno mai”.

Riguardo il governo attuale Di Gregorio ha affermato di essere “molto entusiasta, nel governo Monti ci sono amici gesuiti e che stimo profondamente. Nonostante io non sia cattolico, credo che sia il giusto compromesso tra laicità e cattolicesimo”.

IL CORTEO DI 300 STUDENTI UNIVERSITARI E SUPERIORI

Circa 300 tra studenti liceali e universitari hanno sfilato oggi all’Aquila in occasione della “Giornata Mondiale sul diritto allo studio”.

Ovviamente non sono mancate richieste al Comune ma anche alla Regione e addirittura al nuovo governo.

Gli studenti hanno di nuovo sollevato la questione del “Centro Polifunzionale” a San Bernardino promesso alla giovane cittadinanza quasi due anni fa ma di cui non si è visto neanche il progetto.

Hanno richiesto tariffe agevolate per gli studenti pendolari e, in particolare alla Regione, hanno protestato per una nuova legge regionale sul diritto allo studio, visto che la vecchia risale agli anni Settanta e non risponde più alle esigenze degli studenti.

Ilaria, studentessa al quarto anno di superiori, dice: “Gli universitari e gli studenti sono scesi in piazza in occasione della giornata mondiale sul diritto allo studio. Ciascuna realtà è consapevole del fatto che la Regione o chi di dovere non valorizza la scuola pubblica. Le politiche giovanili sono inesistenti. Questo è solo l’inizio della mobilitazione”.

La protesta si è sciolta alle 20, con la promessa di nuove mobilitazioni e di non fermare le proteste.

PESCARA: OLTRE MILLE GIOVANI IN CORTEO

Almeno un migliaio di persone, tra studenti delle scuole superiori, Cobas, giovani Cobas e militanti del Partito di alternativa comunista (Pdac), ha sfilato oggi in corteo a Pescara, per chiedere maggiore attenzione alle esigenze dei giovani e scuole più sicure, nell’ambito della giornata internazionale di mobilitazione studentesca contro la crisi.

Una delegazione ha incontrato, nella sala consiliare del Comune di Pescara, il vice sindaco, Berardino Fiorilli, per sollecitare la creazione di un centro di aggregazione giovanile.

Più tardi i ragazzi sono andati dall’assessore provinciale all’Edilizia scolastica e alla Pubblica istruzione e vice presidente della Provincia, Fabrizio Rapposelli, per consegnare un rapporto “sulle reali condizioni degli edifici scolastici pescaresi”.

Rapposelli ha ascoltato le problematiche poste all’attenzione delle istituzioni dai giovani, ha ricordato il lavoro svolto dall’assessorato per tutto ciò che riguarda il mondo della scuola e si è detto anche disponibile a un altro appuntamento per esaminare le singole questioni che interessano direttamente le strutture di competenza dell’ente.

“Abbiamo promosso una netta inversione di tendenza rispetto al passato – ha detto l’assessore – e investito notevolmente sulla scuola, dimostrando un’attenzione considerevole per questo settore”.

“Non tutto – ha proseguito – può essere risolto in un sol colpo ma bisogna programmare con attenzione, e stiamo facendo anche questo. In questi due anni e mezzo, comunque, abbiamo affrontato in modo risolutivo alcuni nodi fondamentali esistenti sul territorio e mi riferisco alle sedi dell’Acerbo, dell’Alberghiero, del liceo Galilei, del Volta, del Da Vinci e del D’Ascanio, solo per fare alcuni nomi”.

Rapposelli ha sottolineato poi di voler andare “incontro alle esigenze degli studenti” e per questo ha assicurato che, se esistono problematiche da risolvere, “saranno analizzate prossimamente con i giovani” e proprio a garanzia del suo interessamento ha promosso già questa mattina un incontro tra i partecipanti alla manifestazione e un rappresentante della Gtm, in modo da affrontare subito la richiesta dei bus notturni.

Partito attorno alle 9 da piazza Salotto, il corteo ha sfilato per le vie del centro di Pescara.

C’è stata anche una tappa davanti alla sede di Bankitalia per rispedire simbolicamente al mittente la lettera della Bce, per poi arrivare in piazza Italia.

Tanti gli slogan e gli striscioni, come ad esempio “Ridateci il futuro” e “Stop alla precarietà”.

A controllare che la manifestazione studentesca si svolgesse senza problemi c’erano gli uomini delle forze dell’ordine.

TERAMO: 500 IN PIAZZA, PROTESTA ANCHE CONTRO BANCHE

In concomitanza con la “Giornata internazionale per il Diritto allo Studio”, circa 500 studenti, tra universitari e liceali, hanno invaso pacificamente le vie del centro storico per gridare il loro disappunto contro i tagli all’istruzione e lo stato di incertezza che avvolge il futuro dei più giovani.

“Vogliamo un mondo all’altezza dei nostri sogni”, è stato lo slogan lanciato dai manifestanti, tra cui esponenti dei gruppi “Giovani Comunisti”, “Antifascisti” e “Coordinamento studentesco”.

La folla di studenti si è data appuntamento alle ore 9.30 in piazza Dante per, poi, sfilare lungo via Mazzini, piazza Martiri della Libertà e corso San Giorgio.

I manifestanti si sono, poi, fermati davanti la sede della “Banca Tercas” per protestare contro “le banche che gestiscono il potere in Italia”.

Il tutto sotto gli occhi vigili del personale della Digos e della questura di Teramo.