L’AQUILA – “Non ero a conoscenza del mio rinnovo in seno al Cda, l’unico a conoscenza era ed è il professor di Orio, che si è evidentemente preoccupato per la nomina di persone integerrime in seno al Cda stesso”.

Questa la stizzita replica del docente dell’Università dell’Aquila, Sergio Tiberti, all’interrogazione presentata al ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini dal parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli sull’opportunità di “un ripensamento” di quella nomina (rappresentante del Miur nel consiglio d’amministrazione d’Ateneo) dopo le polemiche sollevate dal “picconatore” contro il rettore Ferdinando di Orio.

Una nomina di cui Tiberti ammette di non essere a conoscenza, tanto che potrebbe esserci anche un contenzioso su questo.

Tiberti ha affidato la sua replica a una nota in cui la premessa è lapidaria: “Non conosco l’onorevole Lolli”.

“Se la notizia è vera – attacca il docente – il rettore deve limitarsi a scrivere il decreto di nomina, altrimenti potrebbe incorrere nell’omissione di atti d’ufficio”.

Inoltre, per Tiberti “non corrisponde affatto al vero che la denuncia sia stata archiviata, il procedimento pende infatti tuttora presso il Tribunale di Roma”.

“Appare quindi opportuno – conclude – che l’onorevole Lolli prenda atto della realtà dei fatti tornando sui suoi passi”.

LOLLI SI SCHIERA CON DI ORIO E CONTRO TIBERTI

L’AQUILA – La politica si insinua nella guerra in corso all’interno dell’Università dell’Aquila.

Il parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli ha infatti depositato questa mattina un’interrogazione al ministro Maria Stella Gelmini chiedendo espressamente “un ripensamento” sulla nomina di Sergio Tiberti, docente di Igiene e Medicina preventiva, come rappresentante del Miur all’interno del consiglio d’amministrazione dell’ateneo aquilano.

Una nomina che potrebbe accendere nuove polemiche poiché, da quanto si è appreso, non sarebbe stata ancora recepita dal rettore dell’Università, Ferdinando di Orio, che proprio nei giorni scorsi era stato, insieme a Tiberti, al centro della querelle sui presunti tagli operati dal ministero al fondo di finanziamento ordinario dell’istituzione.

Tagli che c’erano e sono stati colmati dopo le proteste, dice il rettore. Tagli che non ci sono mai stati, secondo Tiberti, da sempre “picconatore” del rettore, accusato di aver preso la palla al balzo per scatenare una polemica con fini elettorali ben precisi: “Dietro tutto questo si sente odore di elezioni, quelle politiche”, aveva detto ad AbruzzoWeb.

E se quella della politica era solo un’ombra, con l’intervento di Lolli entra a pieno titolo nell’affaire Università schierandosi a fianco del rettore.

“Nell’ultimo anno – ha affermato l’onorevole in una nota – all’interno dell’Università dell’Aquila si sono verificate tensioni sfociate in denunce e querele che hanno visto protagonisti il rettore e lo stesso membro del Consiglio di amministrazione”.

Nella nota Lolli ha ricordato anche la denuncia per concussione fatta nel 2009 dal docente nei confronti del rettore, per la quale il pubblico ministero di Roma, lo scorso ottobre, ha chiesto l’archiviazione, anche se Lolli parla di archiviazione già avvenuta per “l’inconsistenza delle accuse”.

“È evidente – prosegue Lolli – quanto sia necessario ristabilire un clima di collaborazione  e di condivisione all’interno del consiglio di amministrazione dell’Università”.

Per questo motivo il parlamentare ha inoltrato al ministro la richiesta di un ripensamento sulla designazione di Tiberti nel Cda, “anche per non lasciare adito – ha detto – al sospetto che possa essere collegata all’atteggiamento critico assunto dal rettore dell’Università dell’Aquila di Orio nei confronti del disegno di legge di riforma del sistema universitario e nei confronti degli interventi messi in atto dal Governo e dalla Protezione civile nella fase di ricostruzione post-sismica della città dell’Aquila”.