L’AQUILA – “La diseguaglianza che c’è tra giovani e adulti in questi ultimi anni non ha precedenti”.
Si è rivolto così agli studenti il presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, nel suo discorso di conclusione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università dell’Aquila.
“In 150 di Unità d’Italia – ha continuato – non è mai accaduto che il prezzo dei mutamenti economici, sociali e politici ricadesse sui giovani tra i 18 e i 20 anni”.
Secondo Pisanu, i giovani italiani “sono pochi demograficamente, lenti nel raggiungere l’età adulta e in ritardo nel conquistare posizioni significative in tutti i campi. Il mondo giovanile – ha aggiunto – si è impoverito, è un dato che emerge crudamente nel confronto con i giovani di altre generazioni e con quelli stranieri. È uno spreco insopportabile, e che ha forti ripercussioni”
L’ex ministro dell’Interno ha poi ricordato il suo maestro Aldo Moro. “In una profezia che forse non abbiamo capito, ma sicuramente mai seguito – ha affermato – diceva che i giovani e le donne sono le forze del mutamento e su di loro dobbiamo puntare. È arrivato il momento di farlo”.
“Rovesciare le tre parole, pochi, lenti e tardi – ha ammonito poi – spetta alla classe dirigente. Il parlamento e il governo facciano la loro parte con coraggiose prese di posizione politiche, ma i giovani non aspettino la manna dal cielo, esigano atti concreti. Citando Plutarco dico loro di ‘mettere mano alle lance’, non per ferire, ma per rivendicare un patto nuovo tra le generazioni”.
Rivolgendosi nello specifico in conclusione agli studenti aquilani, il presidente dell’Antimafia ha sottolineato che “avete due sfide in più, far rifiorire la vostra università e ricostruire la vostra città. Il mio augurio – ha concluso – è di vincerle tutte, con un impegno più solerte dello Stato”.
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