L’AQUILA – Sono iniziate le grandi manovre per la successione di Paola Inverardi alla guida dell’Università dell’Aquila.

Per il nuovo rettore si vota a giugno e in campo ci sono due candidati, entrambi del Dipartimento di scienze cliniche applicate biotecnologiche (Discab): Edoardo Alesse, ordinario di Patologia generale, che da tempo lavora all’elezione nonostante nella riunione del consiglio di dipartimento di mercoledì scorso avrebbe affermato che non si candida, e Carlo Masciocchi, ordinario di Radiologia, prorettore vicario uscente, che si è invece palesato più di recente sparigliando le carte.

In ambienti universitari, infatti, se da un lato si ritiene che la dichiarazione di Alesse sia piuttosto funzionale a far raffreddare gli animi, dall’altro si accoglie non senza sorpresa il fatto che entrambi i pretendenti siano dello stesso dipartimento, cosa che non era mai accaduta.

Sullo sfondo della sfida, per ora ancora virtuale visto che solo all’assemblea generale di Ateneo in programma per oggi saranno formalizzate le candidature, ancora gli schieramenti dioriani, sostenitori dell’ex rettore Ferdinando Di Orio, e antidioriani anche se, assicurano in molti, il clima che si respira oggi è molto più sereno del passato, tanto che i due papabili candidati sono entrambi storicamente avversari dell’ex senatore.

Il prof di Patologia generale, pur mantenendo una certa sobrietà, da quanto si apprende sarebbe vicino al centrodestra e alle ultime regionali avrebbe dato una mano a Guido Liris di Fratelli d’Italia, eletto e diventato assessore al Bilancio, mentre Masciocchi vanta un’antica amicizia con ambienti di centrosinistra e un legame con l’ormai ex direttore generale della Asl Rinaldo Tordera.

D’altra parte, da delegato del rettore ai rapporti con la Asl, è stato proprio lui negli ultimi anni a curare le relazioni tra Ateneo e azienda sanitaria per la stipula delle convenzioni, una partita importante che porta docenti e studenti nei reparti ospedalieri, i primi come medici e i secondi come tirocinanti, grazie al cui contributo la sanità pubblica riesce spesso a garantire servizi che altrimenti farebbe fatica ad assicurare. E quello che si innesca è un circolo virtuoso di cui beneficia anche l’Ateneo, che anche in virtù delle scuole di specializzazione accede alla ripartizione dei fondi ministeriali.

I bene informati, comunque, sono pronti a scommettere che Alesse, che ci provò già nel 2007 e fu sconfitto da Di Orio, alla fine sarà della partita e che spunterà anche un terzo candidato.

E c’è chi auspica che il nuovo rettore modifichi lo statuto riequilibrando il peso dell’elettorato, visto che oggi il rapporto di voto è di 1 a 1 per professori e rappresentanti degli studenti, mentre per il personale tecnico e amministrativo è in percentuale, cioè ogni voto espresso da uno dei circa 400 dipendenti vale il 15 per cento di un voto.

Il decano, Pier Ugo Foscolo, ha intanto firmato il decreto che indice le elezioni fissando a giovedì 13 giugno la prima votazione, per la quale serve la maggioranza assoluta degli aventi diritto, a martedì 18 l’eventuale seconda votazione, dove serve la maggioranza assoluta dei votanti purché sia pari ad almeno il 40% della totalità dei voti esprimibili e partecipi alla votazione almeno la metà più uno degli aventi diritto, a martedì 25 l’eventuale terza votazione, per la quale serve la maggioranza assoluta dei votanti purché partecipi al voto almeno la metà più uno degli aventi diritto, e a venerdì 28 l’eventuale ballottaggio tra i due più votati del terzo turno.