L’AQUILA – “L’Università dell’Aquila, da ormai diversi anni, nonostante i proclami e buone intenzioni che tende a pubblicizzare, non eroga servizi sufficienti a supporto di studenti con disabilità”.
È la denuncia formulata in una nota congiunta dal presidente dell’associazione ”Carrozzine determinate”, Claudio Ferrante, e dal sindacato studentesco Unione degli Universitari (Udu) L’Aquila.
“Sono ormai due settimane che le lezioni sono iniziate e abbiamo notizie di ragazzi che non hanno potuto prendere parte all’attività didattica per la mancanza del servizio di trasporto che garantiva la loro presenza alle lezioni. Nonostante la richiesta formulata dal Consiglio Studentesco la scorsa settimana tutto tace, e intanto chi ci rimette sono ancora una volta gli studenti”, si legge nella nota.
I denuncianti sottolineano che si tratta di violazione dei diritti umani, “anche perché non vengono garantite le pari opportunità”, ricordando che “per la legge spetta proprio all’Ateneo fornire ai giovani studenti gli strumenti di cui necessitano per partecipare alle lezioni e fornire loro il supporto necessario durante l’attività didattica”.
“Nell’Università dell’Aquila questo diritto viene meno: sono stati cancellati, con la scusa di difficoltà nello stipulare una convenzione, sia i servizi di tutoraggio didattico sia quelli di trasporto e assistenza”, spiegano ancora dall’ssociazione Carrozzine determinate e sindacato studentesco Unione degli Universitari (Udu) L’Aquila.
“Come associazioni che difendono i diritti degli studenti e delle persone con disabilità – prosegue al nota – chiediamo a gran voce che si metta fine a questa ingiustizia e che si proceda nel minor tempo possibile alla stipula di convenzioni con enti, cooperative e personale qualificato per affiancare gli studenti nel percorso universitario”.
“Le soluzioni provvisorie o tampone che l’Ateneo ha erogato in questi ultimi due anni sono state superficiali e inefficaci e in alcune situazioni hanno costretto altri enti, come l’Adsu, a sopperire alle sue stesse mancanze”, spiegano.
“Gli stessi tutor studenti sono inadeguati al supporto di patologie gravi, e l’Ateneo ha mascherato la propria inefficienza dietro questi studenti che, sebbene dotati di voglia di aiutare, non hanno la formazione necessaria per affiancare colleghi con le disabilità più disparate”, conclude la nota.



