L’AQUILA – A un anno dalla laurea, 50 laureati su cento di I livello usciti dall’Università dell’Aquila hanno trovato un’occupazione stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo), una percentuale di undici punti più alta rispetto alla media nazionale (39 per cento).

È quanto emerge dal “XIII Rapporto AlmaLaurea” sulla condizione occupazionale dei laureati. Secondo il rettore dell’ateneo aquilano, Ferdinando Di Orio, “il risultato del rapporto conferma il trend positivo del dato occupazionale dei nostri laureati, nel breve e nel lungo periodo”.

“Nonostante le difficoltà conseguenti al sisma del 2009 – ha aggiunto – l’ateneo aquilano dimostra di garantire ai propri studenti un elevato standard di qualità della didattica che si trasforma in preparazione professionale apprezzata nel mondo del lavoro”.

Riguardo all’Università dell’Aquila, l’indagine ha interessato complessivamente quasi 3.500 laureati (1.908 laureati triennali e 701 laureati specialistici biennali usciti dall’Università nel 2009 e intervistati dopo un anno; 431 laureati specialistici biennali del 2007, intervistati dopo tre anni) ed ha ottenuto tassi di risposta elevatissimi, intorno al 92 per cento. Per quanto riguarda il lavoro atipico (contratti a tempo determinato, collaborazioni) ha interessato, a un anno dalla laurea, 39 laureati su cento dell’Aquila, rispetto a una media del 43 per cento sul complesso dei laureati.

A trainare l’occupazione, e quindi la stabilità e il reddito, sono soprattutto i laureati triennali delle Professioni Sanitarie, che rappresentano quasi un terzo del collettivo esaminato: a distanza di un anno lavorano nell’84 per cento dei casi (il 40 per cento prosegue il lavoro iniziato prima della laurea); il 58 per cento ha un lavoro stabile. Il tasso di occupazione dei neolaureati triennali dell’Aquila é risultato pari al 50 per cento, un valore superiore alla media nazionale (46 per cento).

Anche i neolaureati triennali in Scienze della Formazione (sono 208) hanno risultati brillanti: gli occupati sono il 56 per cento; il 63,5  per cento è stabile.

A un anno dalla laurea, i laureati specialistici risultano occupati per il 58 per cento, un valore superiore alla media nazionale del 56 per cento. Il 12 per cento dei laureati continua la formazione (a livello nazionale è il 16 per cento). A cercare lavoro è il 30 per cento dei laureati specialistici dell’Aquila, contro il 28,5 per cento del totale laureati.

A un anno dalla laurea il lavoro è stabile per 47 laureati su cento dell’Aquila, un valore superiore alla media nazionale (35 per cento); il lavoro atipico coinvolge il 35 per cento dei laureati specialistici dell’Aquila (la media nazionale è del 46 per cento).

Riguardo ai laureati biennali specialistici dell’Aquila a tre anni dal titolo: su 431 coinvolti nell’indagine (con un tasso di risposta dell’85 per cento), l’80 per cento risulta occupato, mentre a livello nazionale il tasso di occupazione è del 75 per cento.

 La quota di occupati stabili cresce apprezzabilmente (quasi 20 punti percentuali) tra uno e tre anni dal titolo, raggiungendo il 66 per cento degli occupati (la media nazionale è del 62 per cento).