L’AQUILA – Le elezioni per il nuovo rettore si faranno.

A confermarlo è il decano dell’Università degli studi dell’Aquila, Angelo Russo Spena, che con una nota ha confermato la data del 17 maggio per lo svolgimento della tornata elettorale da cui verrà fuori il successore dell’uscente Ferdinando Di Orio.

“Le notizie in contrasto – scrive Russo Spena – non sono sostenute da atti normativi superiori in grado di annullare il decreto che il deacano ha adottato ai sensi della legge 240/2010 e dello Statuto dell’Università dell’Aquila pubblicato in Gazzetta ufficiale il 27 gennaio 2012. L’eventuale circolare ministeriale esplicativa a cui con insistenza si fa riferimento in questi giorni non potrà avere effetti sullo svolgimento delle elezioni”.

“L’iter per le elezioni del rettore è avviato – aggiunge il decano – e la sua interruzione può avvenire esclusivamente a fronte di una decretazione ministeriale specifica di annullamento o per sospensione ingiunta dalla Magistratura amministrativa dietro ricorso di persona interessata”.

Lo slittamento di un anno delle elezioni sarebbe determinato dalla nuova legge di riforma del sistema universitario, la 240 del 2010 meglio conosciuta come legge Gelmini, in base alla quale il rettore in carica resta in carica per un anno dopo l’approvazione dello statuto dell’Ateneo. Quello dell’università federiciana è stato pubblicato a gennaio e, pertanto, stando alla norma Di Orio dovrebbe rimanere in carica per un altro anno.

Lo stesso rettore, con una lettera inviata il 4 aprile scorso, invita  presidente del Crui (la conferenza delle Università Italiane), Marco Mancini, a fare chiarezza sull’intera vicenda.

“Sarebbe opportuno – scrive il Rettore – che tu, quale presidente Crui, esprimessi una forte posizione pubblica a riguardo, spiegando che la proroga di un anno era stata determinata proprio dagli adempimenti di una legge profondamente innovativa come la 240/2010 ma che ulteriori proroghe non sono possibili, sgombrando definitivamente il campo da ogni illazione tendente ad accreditare una tale intenzione da parte nostra. Illazione cui, d’altra parte, presta il fianco anche la politica ministeriale sull’approvazione degli statuti degli Atenei che, nell’ossessiva richiesta di assoluta conformità alla legge 240/2010 anche per gli aspetti non sostanziali, porta con sé la pericolosa implicazione di mettere in discussione l’autonomia  universitaria sancita costituzionalmente e la perversa conseguenza di dilazionare i tempi di adozione degli statuti stessi”.