L’AQUILA – “All’Aquila solo i servizi che occupano decine di lavoratori si affidano con gare di appalto integralmente rispettose del Codice dei Contratti ed addirittura con il sistema del massimo ribasso. Il resto, tutto ciò che potenzialmente interessa le ‘cricche’, continua invece a filare liscio come l’olio”.
E’ quanto dichiara Carlo Costantini, Capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, che aggiunge:
“E’ accaduto per il servizio mensa per gli studenti dell’Università dell’Aquila, di competenza della locale ADSU, ente strumentale della Regione”.
“Ho appena incontrato – dice – una decina di lavoratrici della Ditta che gestiva in precedenza il servizio mensa, che mi hanno rappresentato una situazione paradossale. Nonostante la condizione di emergenza del contesto e nonostante l’esigenza di riattivare con la massima urgenza il servizio, in vista della ripresa delle attivita’ universitarie – continua Costantini – si è scelto di procedere con una regolare gara al massimo ribasso; l’ha vinta una ditta che sembrerebbe aver destinato circa 0,90 euro a pasto; ovviamente altre Ditte sembrerebbero aver presentato ricorso e la situazione si e’ “‘imballata’, come era ampiamente prevedibile”.
“A pagarne le conseguenze – sottolinea il capogruppo IdV – i soliti noti: le lavoratrici, circa 26, rimaste a spasso; gli studenti che, tornati dopo le ferie all’Aquila, non hanno il servizio mensa organizzato; i contribuenti, tenuto conto che per la sospensione del servizio mensa l’Adsu (e, dunque, la Regione) dovrà presumibilmente rilasciare agli studenti dei buoni pasto da utilizzare presso strutture private, con un costo certamente superiore rispetto a quanto costerebbe un servizio mensa”.
“Chiodi – conclude Costantini – ieri ha riferito che è imminente la risoluzione del problema relativo ai trasporti degli studenti dell’Università aquilana; ora si occupi immediatamente anche del servizio mensa, considerato che gli studenti devono anche poter mangiare, per poter continuare i propri studi universitari all’Aquila. Al di làè delle chiacchiere e dei convegni con la presenza di veri o presunti ‘luminari’, l’Università continua infatti a costituire l’unica reale e concreta speranza di rinascita della Città”.



