L’AQUILA – Il Pubblico ministero della Procura di Roma, Pietro Giordano, dopo la fase istruttoria e acquisita la relativa documentazione, è giunto alla conclusione di chiedere l’archiviazione delle accuse a suo tempo rivolte al rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando di Orio. Lo rende noto in una nota lo stesso rettore.

La richiesta di archiviazione riguarda un presunta concussione operata nei confronti di un docente della Facoltà di Medicina.

“Accolgo con grande soddisfazione la decisione del Pubblico Ministero” – scrive di Orio “ma non posso non rammaricarmi del danno di immagine causato all’Università dell’Aquila dalla prezzolata macchina del fango, che in questi mesi si è messa in azione contro la mia persona. A tal proposito,  comunico che nessun altra inchiesta è stata mai avviata nei miei confronti o nei confronti dell’Ateneo aquilano, come falsamente sostenuto anche in una recente interrogazione parlamentare”.

Mantenendo fede all’impegno assunto nel comunicato stampa del 15 aprile scorso, a conclusione dell’intera vicenda il rettore  Ferdinando di Orio terra una conferenza stampa nella quale illustrerà i veri termini della questione e le procedure avviate per la richiesta di risarcimento danni nei confronti della sua persona e di quelli dell’istituzione universitaria aquilana.

Intanto, il professor Sergio Tiberti che aveva presentato la denuncia annuncia opposizione al provvedimento:

“Pur non condividendola, rispetto l’opinione espressa dal Pubblico Ministero, dott. Pietro Giordano. – scrive Tiberti – Occorre però precisare che avverso la richiesta di archiviazione è già stata proposta opposizione, immediatamente assegnata al Giudice per le Indagini Preliminari che dovrà valutare la fondatezza degli elementi emersi a carico del di Orio nel corso delle complesse ed accurate indagini svolte dalla Procura della Repubblica di L’Aquila”.

“Si resta pertanto fiduciosamente in attesa della decisione che il Giudice vorrà adottare. Sarà ovviamente gradita ogni conferenza stampa nel corso della quale, però, il Rettore non potrà esimersi dal fornire ampia e documentata giustificazione delle ingenti somme incassate dal 2004 in poi e mai fatturate o altrimenti dichiarate al Fisco. Al riguardo, ove e quando la legge lo consentisse, potranno essere messi a disposizione gli atti di indagine assunti Procura della Repubblica di L’Aquila, la cui lettura risulterà assolutamente edificante e chiarificatrice della realtà dei fatti”.

“In ogni caso si è certi che le somme incassate dal di Orio, accertate nell’esatto ammontare anche dal PM  Giordano, coprirebbero, compensandola, qualsiasi eventuale ed infondata richiesta risarcitoria che, auspicabilmente, il di Orio vorrà avanzare”.