L’AQUILA – L’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) dell’Aquila è sul piede di guerra e ai ferri corti in particolare con la Regione Abruzzo.
Ancora infatti non vengono erogati all’azienda i 600 mila euro, tagliati l’anno precedente, necessari a pagare le borse di studio. E così, ben 400 studenti idonei sono in attesa, e di questi ben 230 sono fuori sede. Ma non basta: la Regione non contribuisce finanziariamente per il progetto di ristrutturazione di Casale Marinangeli, con il rischio che si perda la possibilità di accedere ai fondi mesi a disposizione dalla legge 388.
Riepilogando tutte queste problematiche, a sbattere oggi i pugni sul tavolo è stato il presidente Pierluigi Beomonte Zobel, in un incontro con la stampa nella ex caserma Campomizzi, quartier generale Adsu che ospita anche 380 studenti.
E proprio oggi, sul tema di Casale Marinangeli, più o meno in contemporanea con la conferenza di Zobel, il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato all’unanimità la proposta deliberativa riguardante una modifica alla concessione all’Adsu stessa di quel complesso immobiliare, con particolare riferimento alla rettifica della durata della concessione, portandola da 25 a 30 anni, per consentire all’azienda di partecipare ai bandi per l’accesso ai finanziamenti ministeriali.
“Per le borse di studio è la prima volta dal 2003 che l’Adsu aquilana non le eroga al 100 per cento agli studenti idonei, e ciò penalizzerà la Regione nelle assegnazioni ministeriali future – ha protestato il presidente – Aspettiamo che la Regione ci integri il contributo per le borse di studio, visto il taglio del fondo integrativo di oltre 660mila euro, a beneficio degli oltre 400 studenti idonei non beneficiari, che comunque non basterà a coprire le oltre 400 borse di studio non erogate. È dallo scorso anno che ci è stato detto che sarebbe arrivata l’integrazione, ma a oggi il taglio rimane”.
Per l’anno accademico in corso, 2016-2017, sono 1.560 borse di studio già erogate su 2.100 idonei, e altre 100 in corso di erogazione, 200 mila pasti erogati ogni anno nelle 3 mense di Campomizzi, Roio e Coppito, con 1.200 pasti erogati giornalmente in questo periodo di lezioni, 3 bar e una palestra, nel Centro Canada a Coppito, aperto anche sabato e domenica.
“A fronte di questi numeri, il futuro dell’Adsu si presenta incerto – ha ammesso Zobel – Non siamo ancora riusciti ad avviare la ricostruzione della nuova casa dello studente, Campomizzi è una residenza temporanea, si è ridotto il contributo regionale per le borse di studio e abbiamo forti carenze di personale con l’ufficio tecnico che ha una sola unità di personale, ma non un tecnico abilitato”.
“Stiamo lavorando al bando della legge 338 per ristrutturare la residenza di Casale Marinageli a Coppito, circa 50 posti letto e mai utilizzata, e veniamo a sapere da organi di stampa che la Regione ha dato un contributo di 470 mila euro alla Adsu di Chieti-Pescara per la costruzione della nuova casa dello studente, dimenticando quelle L’Aquila e Teramo – la polemica del presidente – Questo ci penalizza due volte: per la perdita finanziaria e perché il contributo regionale rappresenta uno dei criteri di valutazione dei progetti e quindi rischiamo di non essere tra i vincitori”.
Critiche da Zobel anche alla riforma governativa che prevede anche in Abruzzo un’Adsu unica regionale.
“La legge di bilancio 2017 ha previsto un unico ente erogatore regionale per le borse di studio per esercitare un maggiore controllo sui fondi erogati – ha ricordato – Ci aspettiamo di essere convocati dalla Regione per dare il nostro contributo, ma abbiamo il timore che si voglia creare una unica Adsu regionale, con un posto dirigenziale in più”.
“Questo peggiorerebbe la gestione dei servizi e aumenterebbe i costi. Tra l’altro alcune Regioni, a nostro avviso correttamente, hanno impugnato la norma davanti alla Corte Costituzionale perché ritengono che la materia sia di competenza regionale”, ha concluso.






