CHIETI – Il cda dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti e Pescara ha deliberato l’avvio dell’iter di cessione dell’ateneo telematico Leonardo da Vinci, l’Unidav, nato nel 2004 attraverso la Fondazione D’Annunzio, con sede a Torrevecchia Teatina.

A riferirlo è il quotidiano Il Centro, ed è stato costituito “un tavolo tecnico-operativo con il compito di sviluppare, con la massima tempestività, una proposta da sottoporre al consiglio di amministrazione, relativamente alle modalità di collocazione sul mercato di Unidav e all’iter procedurale da seguire”.

Presidente della Fondazione e della stessa Unidav è Sergio Caputi, ex  rettore dell’Ateneo, docente ordinario di Protesi Dentaria, nonchè direttore Clinica Odontoiatrica della D’Annunzio.

La cessione ha come fautore il rettore della D’Annunzio, Liborio Stuppia, e nella delibera si legge infatti che “tra gli obiettivi strategici dell’ateneo vi è il potenziamento dell’insegnamento universitario a distanza, oggi perseguibile anche nell’ambito delle università presenziali, non telematiche”.

E si ricorda che l’università d’Annunzio è partner del Digital Hub Edunext, “un ecosistema digitale innovativo che punta su inclusività, innovazione e flessibilità, che coinvolge 35 università d 5 istituzioni Afam, con l’obiettivo di modernizzare l’istruzione superiore”.

Un potenziamento dell’insegnamento a distanza si è del resto verificato, necessariamente, durante gli anni della pandemia del covid 19.

Dunque, strutturato in house l’insegnamento universitario a distanza diventerebbe “ultroneo il mantenimento di una struttura controllata per svolgere sostanzialmente la medesima attività” e  un’operazione di questo genere, si legge ancora nella delibera, “potrebbe, peraltro, apportare benefici di carattere finanziario, in un momento storico caratterizzato da particolari ristrettezze per le università statali”.

A questo punto dunque al cda appare conveniente “collocare Unidav sul mercato a numero chiuso delle università telematiche”, a garanzia di un suo ulteriore sviluppo, tenuto conto del suo prestigio e performatività, nonché dell’essere una delle undici università telematiche italiane riconosciute dal ministero dell’Università e della ricerca.