L’AQUILA- Slitta l’inizio dell’attività didattica per il Dipartimento umanistico (Lettere e Filosofia, Lingue e Scienze della formazione). Le lezioni infatti non riprenderanno più il 22 ottobre, ma gli studenti sono stati avvisati  solo giovedì scorso, con una nota pubblicata sul sito internet della facoltà di Lettere dell’Ateneo aquilano, che “presumibilmente potranno partire solo lunedì 29 ottobre”, scrive il direttore del dipartimento, il Professor Alfio Signorelli.

Motivo: la nuova sede di Viale Nizza (ex Ospedale San Salvatore), non sarà accessibile fino al 25 ottobre, data di inaugurazione del plesso.  Quindi l’inizio del nuovo anno accademico potrebbe, per gli umanisti, essere rimandato per l’ennesima volta, arrivando addirittura a novembre, nonostante i lavori per il recupero dello stabile siano in corso da circa un anno e sarebbero dovuti terminare già per gli inizi di settembre. Inoltre le ripetute procrastinazioni del via alla didattica sono state comunicate a ragazzi  e docenti dall’oggi al domani, e per questo dilaga il sentimento di stupore tra corpo docente e studenti. Se le lezioni non riprenderanno prima di novembre, si rischia di compromettere gravemente l’offerta formativa, per via dell’impossibilità del raggiungimento delle 30 e delle 60 ore che prevedono i corsi, rispettivamente da 6 e 12 cfu (crediti formativi universitari), secondo il regolamento.

Prevedibile a novembre studenti e professori dovranno muoversi come contorsionisti fra la sessione d’esami per i “fuori corso” e le sessioni di laurea, senza contare l’eventualità dello svolgimento di lezioni da 4 ore consecutive al giorno, un po’ “strozzati” dai tempi.

A questi problemi si aggiunge il disagio di centinaia di studenti fuori sede, alloggiati all’Aquila, che saranno costretti (per evitare il pendolarismo, lì dove è possibile) a dover pagare almeno due mensilità di affitto in più, un problema di non poco conto soprattutto per le famiglie con reddito medio-basso possono. Problema analogo si pone per i docenti che non vivono nel capoluogo (e sono molti nel Dipartimento) che non sanno ancora da quando, effettivamente, si dovranno fermare in città per iniziare ad esercitare l’attività.

E la mobilitazione non si fa più attendere. Da martedì si terranno lezioni all’aperto, di fronte a quella che sarà la nuova sede del polo umanistico.