L’AQUILA – “Nell’Università dell’Aquila ci sono moltissimi professori che possono ricoprire un ruolo di rettore magnifico. E ci sono colleghi hanno chiesto anche a me un impegno in questa direzione. Staremo a vedere, per ora sondiamo il terreno. L’importante è arrivare ad una scelta condivisa, e con un percorso totalmente trasparente, autonomo e libero da condizionamenti esterni e pressioni da parte di specifici gruppi di interesse”.
Tirato in ballo dal totonomi, già iniziato, per l’elezione della primavera prossima del nuovo rettore dell’Università dell’Aquila, che dovrà raccogliere il testimone di Edoardo Alesse alla guida dell’Università dell’Aquila, questo ha risposto ad Abruzzoweb Marco Valenti, epidemiologo e psichiatra, membro del Comitato etico territoriale della Regione Abruzzo (C.Et.R.A.), organo dove passano tutti i protocolli di ricerca clinica delle università abruzzesi.
Anche il suo nome circola infatti tra i possibili candidati, con una proposta indipendente, fuori dai “cerchi magici”, visto che Valenti, seppure assai influente, non ha rivestito ruoli istituzionali negli ultimi anni, e soprattutto rappresenta l’area medica, per la quale potrebbe proporsi anche primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore, Franco Marinangeli.
Aspetto non certo secondario: in questa partita a muovere le pedine sono i principali dipartimenti, e tra i favoriti, per l’area informatica, c’è già il giovane professore di Telecomunicazioni Fabio Graziosi, delfino del rettore uscente Alesse, ma soprattutto della ex rettrice Paola Inverardi, ex docente di informatica, ora alla guida del Gran Sasso Science Institute. E ancora, solo per citare alcuni dei nomi che già si rincorrono, in corsa potrebbe essere Fabrizio Politi, giurista dell’area di Economia, Vincenzo Stornelli, direttore del dipartimento di Ingegneria industriale, Edoardo Fiorucci, per l’area dell’Ingegneria elettronica.
E anche Valenti intende rimarcare nell’intervista la necessità di restituire centralità all’area medica “punta di diamante del sistema sanitario locale e regionale”, centralità che sarebbe stata persa, sostengono in supporters di Valenti, prima con Inverardi, a favore di Informatica, e poi anche con Alesse, che pure è docente di Scienze tecniche di medicina di laboratorio.
Spiega infatti Valenti: “In ambito didattico l’area medica dell’Università dell’Aquila sta attraversando un momento difficile, nel rapporto con la Regione Abruzzo e l’aziende sanitaria locale. Si è perso peso nei rapporti con questi importanti istituzioni, eppure continuiamo ad esprimere dei livelli di eccellenza, con una attrattività molto alta in termini di immatricolazioni, in tutte le professioni sanitarie”.
Una problematica che è emersa anche nel corso del convegno del 25 giugno, organizzato dallo stesso Valenti, al Polo Universitario di Medicina di Coppito a L’Aquila, che ha fatto il punto sullo stato dell’arte sulla ricerca medica ad un anno esatto dalla determina regionale 49 del 2023 e dall’entrata a regime del Comitato Etico territoriale della Regione Abruzzo, costituito secondo il Decreto Salute del 30 gennaio 2023.
“Molti colleghi – conferma Valenti – hanno evidenziato che l’area medica presenta oggi una sorte di sfilacciamento dal punto di vista organizzativo, essendo divisa in due sedi universitarie, mentre invece sarebbe importante un unico luogo fisico dove tutta l’area medica possa essere rappresentata e confrontarsi. E per quanto riguarda il deficit di rappresentanza, è stata proposta anche la ricostituzione del Consiglio dei clinici universitari, che svolgeva, e potrebbe tornare a farlo, un importante ruolo di interlocuzione con il sistema sanitario regionale e locale”.
L’INTERVISTA



