L’AQUILA – Nuova puntata sulla vicenda della querelle giudiziaria tra il docente dell’Università degli studi dell’Aquila Sergio Tiberti e la preside della Facoltà di Medicina Maria Grazia Cifone .
Dopo la notizia riportata da questo giornale del rinvio a giudizio della preside al 3 aprile 2013 con l’accusa di diffamazione aggravata e della maxi richiesta di risarcimento da un milione di euro che verrà chiesta dai legali del professore di Igiene generale applicata (che, qualora venisse riconosciuta dai giudici, verrà devoluta alle associazioni degli studenti deceduti a causa del terremoto) riceviamo il comunicato stampa in cui Tiberti ribadisce di non aver mai offeso la preside e di non averla mai querelata in passato.
Almeno fino alla diffusione di una mail del 23 giugno 2011 in cui la Cifone parlava di Tiberti, tacciandolo di “patetici e continui tentativi di infettare il nostro sistema” e di essere autore “di clamorosi buchi nell’acqua” e di “buffonate”. Da qui la querela su cui ora Tiberti interviene ufficialmente.
LA NOTA
Scorrendo le dichiarazioni rese dalla professoressa Cifone sembra quasi che la stessa sia vittima di inspiegabili e pretestuose aggressioni poste in essere dalla mia persona. In realtà mai le ho rivolto affermazioni offensive o solo ineducate.
Se così fosse, non ho infatti dubbio che mi avrebbe certamente querelato, visto che la stessa ha sempre pubblicamente (e spesso gratuitamente) manifestato scarsa simpatia nei miei confronti, essendo io forse reo di aver rappresentato all’Autorità giudiziaria condotte del Rettore ritenute talmente gravi da integrare, secondo i Magistrati assegnatari delle indagini, delitti di natura penale. Dopo le mie denunce, infatti, non sono mancate, né certamente mancheranno in futuro, aggressioni ritorsive provenienti da più parti e di svariata natura: denunce infondate, pubblici proclami, ostracismi etc.
Nello specifico non corrisponde al vero che io abbia in passato presentato altre querele nei confronti della Cifone, poi archiviate. Nono sono certo un “querelomane”: l’unica querela che ho presentato nei confronti della Cifone è proprio quella per cui vi è stato il rinvio a giudizio che ad oggi dimostra la matrice esclusivamente e gratuitamente diffamatoria delle sue affermazioni.
E’ pertanto del tutto avventato affermare l’infondatezza dell’imputazione mossa o delle domande risarcitorie che attiverò nelle sedi competenti, impegnandomi sin d’ora a devolverne il ricavato in favore delle associazioni che rappresentano gli studenti deceduti in seguito del sisma.
Per quanto riguarda infine la narrata vicenda relativa al premio vinto dalla Cifone, nulla ho detto o scritto per contestarne la validità. Aggiungo che, incuriosito, ho ritenuto opportuno approfondirlo appurando che in quell’occasione l’Ordine dei medici di Salerno, avendo scoperto che la Cifone non era un medico, decise di dirottare il premio alla facoltà di Medicina.





