L’AQUILA – Replica alle bacchettate della candidata alla carica di rettore dell’Università dell’Aquila Paola Inverardi, il prof Sergio Tiberti, leader degli oppositori all’attuale governance dell’Ateneo, che stanno trovando il traguardo finale di due anni di battaglie nelle prossime elezioni del 30 maggio.

Intervistata da AbruzzoWeb, la prof aveva sì evidenziato una posizione critica nei confronti dell’uscente Ferdinando Di Orio, ma anche sottolineato alcune contraddizioni dell’opposizione, definita “caciarona” e caratterizzata da “personalismi”.

Dichiarazioni che per Tiberti valgono la definizione di “intervista dorotea”, anche se ammette che il programma della prof è “in molti punti condivisibile”.

Infine, il prof dà anche un indizio lanciando il suo plauso al docente di Ingegneria Pierangelo Marcati: chissà che non possa essere lui un outsider del toto-rettore.

Cosa pensa del programma della professoressa Inverardi?

In molti punti condivisibile, a nostro giudizio alcuni punti vanno chiariti. La professoressa Inverardi ha rilasciato un’intervista “dorotea”, ma vedremo.

Che ne pensa della definizione di un’opposizione “caciarona”?

Di fatto è stata l’unica opposizione visibile, assolutamente basata su documenti. È stata per la questione affitti esorbitanti, l’unica a denunciare. Altre opposizioni “sub way” non le abbiamo viste sull’argomento. Forse la professoressa Inverardi non ha letto le requisitoria del pm David Mancini. Incredibile, da far rizzare i capelli. Non si gettano via dalla finestra, specialmente in periodo di crisi econoRmica dove ci si suicida e si spara, i soldi dello Stato, e l’affermazione “dovevamo riaprire l’Università” non giustifica assolutamente tale sperpero di denaro pubblico. In un capannone costruito per far lavorare 300 dipendenti non si ficcano 6.000 studenti. A distanza di pochi anni ci sono gravi pecche strutturali, vengono giù i controsoffitti, i bagni sono insufficienti eccetera. Il tutto pagato circa 5 milioni di euro.

E sulla critica di eccessivo personalismo?

La professoressa Inverardi dimentica i bollettini quotidiani del cosiddetto ufficio stampa dell’ Università indirizzati, a nostro parere, più al “culto della personalità” che alla comunicazione istituzionale.  Abbiamo letto di bollettini che parlavano dello stato di salute del pluririnviato a giudizio rettore protempore, che non ha ancora sentito il dovere di dimettersi, bollettini che nel nostro Paese si emettevano per il papa e il presidente della Repubblica.

Ma l’Università è finita inutilmente sui giornali grazie agli oppositori?

Le rare conferenze stampa indette dall’ opposizione “caciarona” sono sempre state accompagnate da documenti ineccepibili e incontrovertibili, hanno avuto, invece, grande risonanza, e hanno spiegato all’Ateneo e alla città che razza di governance avesse l’Ateneo. Quindi sì alla stampa come veicolo di verità e trasparenza, fatto da considerare sempre come positivo.

Ancora, la prof ha parlato di “cose abbastanza ovvie” nel vostro decalogo per votare il rettore.

Siamo felici che il decalogo “ Tiberti”, che poi di Tiberti non è, ma di un gruppo di docenti, personale tecnico amministrativo e di studenti, sia  “ovvio”, e quindi accolto dalla professoressa Inverardi.  A noi finora non è sembrato ovvio, infatti non viene applicato; altrimenti auto di Stato, benefit, eccetera non sarebbero ancora in vigore. La verifica dell’ operato della nuova governance , che noi chiediamo dopo quattro anni, è cosa diversa da quella prevista dallo Statuto. Il rettore si presenta in assemblea e prima di dire quello che ha fatto deve dire quello che ancora non ha fatto. Si verificano le compatibilità e si prendono le dovute decisioni. Un conto, infatti, sono le mozioni di sfiducia dopo due anni con le firme di almeno due terzi dei voti, un conto è la presentazione democratica, in assemblea, di quanto fatto e non fatto. Si guardi la situazione attuale, qualcuno ha visto 2/3 dei votanti esprimere una mozione di sfiducia verso un rettore pluririnviato a giudizio che tanto disdoro ha portato all’immagine dell’ Università? Io ho letto quanto ha scritto il pm Mancini, forse altri no.

E sulle critiche alla governance della candidata che ne pensa?

Come vede la governance Di Orio-Cifone  è molto criticabile, infatti si è ipertrofizzata  l’Università con diversi corsi senza valutare le necessità strutturali organizzative, di personale docente e non. Per non parlare delle altre criticità che ha ben individuato la prof Inverardi.

Ma la Cifone ha dichiarato che lei e il rettore non hanno commesso errori.

Secondo la nostra religione, viene attribuito solo al papa il dono dell’ infallibilità. Miracolo che si è replicato nella nostra Università. Speriamo di non vedere candidati con carichi penali pendenti, come ultima offesa alle Istituzioni Universitarie.

Allora il vostro gruppo che cosa farà?

Al momento siamo alla finestra, per dirla come lo statista Aldo Moro, siamo alle “convergenze parallele”, vedremo le diverse proposte di programma, poi decideremo e chiederemo l’ attivazione di punti per noi irrinunciabili. Devo dire però che nella prima assemblea organizzata dalla professoressa Inverardi e dal prof Luongo, che ha avuto un buon successo di “pubblico” e di proposte, ho personalmente molto apprezzato l’intervento del prof Marcati. Ricordo infine che “quando la dittatura è un fatto, la rivoluzione è un dovere”, da Quel treno di notte per Lisbona. (red)