L’AQUILA – La conferma che, a distanza di anni dalla fine dell’era Di Orio, l’Università dell’Aquila è ancora divisa tra dioriani e anti-dioriani, stando al toto-candidati per il nuovo rettore svelato da AbruzzoWeb, arriva dal professor Sergio Tiberti.

L’ordinario di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche, “picconatore” dell’ex rettore che si è distinto per aver posto fine a quell’epoca, interviene infatti a gamba tesa sul dibattito acceso proprio da questo giornale per il successore di Paola Inverardi, per il quale si vota alla fine del 2019.

E, forte del suo pacchetto di voti che non esita a rivendicare, manda un messaggio agli aspiranti rettori e ai rispettivi gruppi che li sostengono: “Personalmente ritengo che i primi nomi che si fanno sono quelli che poi vengono regolarmente bruciati, non so nulla ed ho appreso da AbruzzoWeb delle manovre in corso ma nessuno mi ha chiesto niente e mi auguro che invece eventuali candidature abbiano un percorso trasparente e condiviso”, dice.

Per il nuovo rettore si profila uno scontro tra l’attuale prorettore vicario, Carlo Masciocchi, espressione della continuità, e il presidente dei Corsi di Economia, Fabrizio Politi, uno dei docenti storicamente vicini all’ex rettore Ferdinando Di Orio.

“Per quanto mi riguarda, io e il mio congruo numero di amici votanti privilegeremo il programma che più troveremo congeniale al bene dell’Università degli studi dell’Aquila”, dice Tiberti, che dunque non esprime a scatola chiusa il proprio gradimento a Masciocchi, nonostante i due abbiano condiviso il sostegno alla Inverardi nel 2013, sconfiggendo la dioriana Maria Grazia Cifone. “Francamente alcune cose dell’attuale governance non le ho condivise – aggiunge – come ad esempio quanto fatto dalla commissione partitetica insieme alla Asl, che non so con chi si è confrontata, e penso che diverse cose decise dalla paritetica non sono apprezzabili”.

Il prof, insomma, si augura che “tutto avvenga per il bene dell’ateneo e che tutto sia gestito in modo chiaro e trasparente e non derivi da riunioni carbonare, anche perché npon è più il tempo di queste vecchie abitudini di non condividere”.

A proposito dei nomi in campo, Tiberti chiosa: “Francamente dopo gli accadimenti giudiziari che hanno riguardato l’ex rettore, è molto singolare che ci siano ancora candidati riferibili a quell’area”.

Un primo importante banco di prova in vista delle elezioni per il nuovo rettore, intanto, si avrà con il rinnovo dei direttori dei Dipartimenti, previsto per l’estate prossima, dal quale si capiranno i nuovi equilibri dell’Ateneo.

“In tutto questo toto-nomi c’è anche l’elezione del direttore del mio Dipartimento e spero che all’unanimità venga votato il professor Marco Valenti – dice Tiberti – che ha sempre lavorato bene, è sempre presente all’Università, ha una fedina penale assolutamente pulita e per me sarebbe un ottimo direttore, in sostituzione alla scadenza del caro amico professor Edoardo Alesse“. (red.)