L’AQUILA – “Da fedelissimo del rettore Ferdinando Di Orio, il professor Angelo Luongo è diventato ‘rivoltosissimo’ e questa scelta non può che dare onore alla sua personalità”.
Sergio Tiberti, storico oppositore del rettore uscente ci tiene a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, dopo le dichiarazioni del candidato alla successione Angelo Luongo, rilasciate in un’intervista a questo giornale.
“Dopo un periodo di totale assuefazione alla gestione Di Orio, al primo cenno di autonomia Luongo è stato cacciato e gli è stato tolto il protettorato”, ha commentato Tiberti che ha affermato di non trovarsi d’accordo con il candidato su alcuni punti, primo fra tutti, quello secondo cui l’ex senatore sarebbe il “salvatore dell’Università”.
“Non è assolutamente così – ribatte – Non ha salvato nessun ateneo, questa è un’invenzione. Lo ha salvato lo Stato con tutti i fondi concessi e con l’accordo di programma. Approvo, invece, la sua affermazione secondo cui gli aspetti negativi di gestione superano quelli positivi”.
“Gravissimo” secondo il professore, che Luongo giudichi corretto, da parte dell’ateneo, il non costituirsi parte civile nel processo sui maxi affitti “contro il rettore uscente e contro l’ex direttore amministrativo Filippo Del Vecchio (c’è anche un terzo imputato, ndr) i quali, secondo il pubblico ministero David Mancini, hanno provocato molti danni economici all’università – precisa Tiberti – È<span new=” style=’line-height: 115%; vero che Luongo è un ingegnere, ma dovrebbe sapere che da un punto di vista giuridico, se in un processo non c’è una forte parte civile non c’è di fatto la possibilità di recuperare i danni subiti dall’istituzione università di cui il professore, per altro, si dichiara un fedelissimo”.
Sempre in relazione al processo sugli affitti dei capannoni Optimes, l’oppositore ha poi aggiunto “C’è il rischio che con quell’incredibile scusa più volte riaffermata da Di Orio, ossia che bisognasse fare per forza in quel modo, non si rispettino le leggi. Io invece penso che si possono salvare le istituzioni nel rispetto delle leggi e non strapagando affitti milionari”.
In riferimento alle dichiarazioni di Luongo sulla candidata e sua antagonista alla carica di rettore, Maria Grazia Cifone, infine, Tiberti ha aggiunto che “mi meraviglia che dichiari una sciocchezza il fatto che la Cifone, un’esponente con titoli dell’Università nell’esercizio delle sue funzioni, venga rinviata a giudizio per diffamazione aggravata nei confronti di un autorevole professore. Dicendo questo ha perso molti punti”.



