L’AQUILA – Aule sovraffollate e studenti costretti a seguire le lezioni in piedi o seduti per terra, con rischi per la sicurezza, l’igiene e la qualità dell’insegnamento, per cui da oggi, in assenza di soluzioni, la didattica verrà sospesa.
Esplode la protesta alla facoltà di Scienze motorie dell’Università dell’Aquila, ospitata nei capannoni dell’ex Optimes, lo stabile industriale preso in affitto dall’Ateneo su cui c’è un’inchiesta della magistratura che vede iscritti sul registro degli indagati il rettore, Ferdinando di Orio, l’ex direttore amministrativo Filippo Del Vecchio e il titolare della società proprietaria dell’immobile all’epoca della stipula del contratto Marcello Gallucci.
Nei giorni scorsi tre professori presidenti di corsi di laurea o di consiglio di area didattica, Maria Giulia Vinciguerra, Antonio Di Giulio e Marco Valenti, esasperati dalla situazione hanno scritto una lettera ai vertici dell’Università segnalando che “a causa dell’esorbitante numero di studenti del primo anno iscritti e frequentanti i corsi, quantificabile al momento in circa 300 persone (in costante aumento) a fronte di un numero di immatricolati vicino a 500, la più grande aula disponibile presso la sede ex-Optimes, capace di soli 150 posti, risulta del tutto insufficiente”.
“L’effetto pratico – aggiungono – è che in occasione di alcune lezioni l’aula risulta gremita in ogni minimo spazio, numerose sedie o banchetti vengono ‘prelevati’ in modo di fatto incontrollabile da altre aule, e moltissimi studenti assistono alle lezioni in piedi o accovacciati sul pavimento”.
Questa mattina c’è stata un’assemblea con docenti e studenti per affrontare la questione. (pi.bi.)
GLI STUDENTI: “SITUAZIONE SQUALLIDA”
È dura, sofferta, ma consapevole la comunicazione del collegio dei docenti della corso di laurea, che questa mattina all’aula magna, di fronte a una platea di allievi attenti curiosi, chiamati a gran voce, ha ufficialmente deciso di sospendere l’attività didattica del primo anno per urgenti e gravi motivi di sicurezza e di igiene.
“Non è pensabile – ha di dichiarato la professoressa Maria Giulia Vinciguerra – che a fronte di un numero di immatricolati di circa 500 studenti, la nostra aula magna, pur se grande, non possa accoglierli. La situazione – prosegue – è diventata invivibile e sono addolorata perché la scelta degli organi di Ateneo, che tra l’altro ha abolito il numero programmato previsto in sede di programmazione didattica, è del tutto scellerata”.
Insieme ai professori Antonio Di Giulio e Marco Valenti, la Vinciguerra ha sottoscritto un appello rivolto al rettore, al direttore amministrativo, ma anche al responsabile di Igiene e sicurezza dell’Università.
“Dopo poche decine di minuti dall’inizio delle lezioni – recita il testo della missiva – il ricambio dell’aria diventa assolutamente insufficiente, e l’aula assume le caratteristiche olfattive di una stalla”.
Alla lettura del testo, l’espressione è stata l’unica a strappare qualche amaro sorriso dal gruppo di studenti presenti in aula.
Al termine della seduta straordinaria, i veri giovani protagonisti dell’ateneo non hanno nascosto visibili espressioni di rincrescimento ma soprattutto di smarrimento e tristezza.
“Io stamattina sono partito da Roma per arrivare qui all’Aquila – ha esordito una matricola – e sentirmi dire certe cose mi lascia sconcertato. È una situazione che non potevamo pensare potesse finire così squallidamente”.
Secondo le dichiarazioni della presidente del Cad di Scienze motorie, il problema riguarderebbe anche le facoltà di Biologia e Biotecnologie dell’Università dell’Aquila, che hanno già preso analoghi provvedimenti.
“Mi auguro che le nostre autorità prendano presto un serio e urgente provvedimento – ha concluso la Vinciguerra – anche perché non intendiamo subire e assecondare questo stato di malessere e abbandono. Non stiamo alterando la realtà. La nostra è un’università seria. E non può permettersi il lusso di subire mortificazioni di questa portata. Qualcuno mi ha anche proposto di destinare i frequentanti in due aule. Non penso sia un’idea proponibile e ragionevole. Non risolverebbe il problema di fondo”.
Aggravato, e non è poco, da una grottesca pantomima quotidiana: un traffico di sedie da un’aula all’altra, una vera e propria ‘spoliazione’ degli arredi.
“Tanto vale – ha dichiarato con ironia uno studente alla fine della riunione – portarsi da casa qualche attrezzo da campeggio. Non dico per prendere appunti, chiedo troppo: ma almeno per stare un po’ seduti e non buttati a terra”. Erminio Cavalli
LA NOTA DEI PROFESSORI DI SCIENZE MOTORIE
Con riferimento all’oggetto, si segnala che a causa dell’esorbitante numero di studenti del I anno del corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie iscritti e frequentanti i corsi, quantificabile al momento in circa 300 persone (in costante aumento) a fronte di un numero di immatricolati vicino a 500, la più grande aula disponibile presso la sede ex-Optimes, capace di soli 150 posti, risulta del tutto insufficiente.
L’effetto pratico è che in occasione di alcune lezioni l’aula risulta gremita in ogni minimo spazio, numerose sedie o banchetti vengono “prelevati” in modo di fatto incontrollabile da altre aule, e moltissimi studenti assistono alle lezioni in piedi o accovacciati sul pavimento. Questa situazione è inaccettabile da diversi punti di vista:
– SICUREZZA. La situazione descritta è incompatibile con le esigenze minime di sicurezza in caso di evacuazione. Se si determinasse – e sappiamo bene che l’evento non è affatto improbabile causa il rischio sismico – la necessità di evacuare l’aula, si correrebbero gravissimi rischi da panico e affollamento sulle uscite, mancando peraltro percorsi praticabili.
– IGIENE. Dopo poche decine di minuti dall’inizio delle lezioni, il ricambio d’aria diventa assolutamente insufficiente, e l’aula assume le caratteristiche olfattive di una stalla. Non sono infrequenti malesseri e necessità di uscita di molti.
– QUALITÀ DELLA DIDATTICA. Nelle condizioni descritte, la qualità della didattica diviene nulla, a fronte del sacrificio del corpo docente. Per non parlare dell’impossibilità tecnica di assicurare le attività esercitative negli impianti sportivi, non potendo aumentare a dismisura il numero di gruppi a causa delle esigenze di orario didattico settimanale e a causa dell’impossibilità di aumentare il numero di istruttori per restrizione dei fondi disponibili per contrati.
– RIPERCUSSIONI SUGLI ALTRI CORSI. L’impossibilità di controllare il “traffico delle sedie”, determina la spoliazione degli arredi delle altre aule, per cui molte lezioni di altri anni di corso e altri corsi di studio non possono essere svolte trovandosi gli studenti a dover rimanere in piedi o seduti a terra. Non vi sono al momento le condizioni per pensare a una duplicazione dei canali di studio, causa l’avanzamento del semestre, la mancanza di corpo docente e le ben note restrizioni relative ai contratti esterni, già fortemente incidenti nell’a.a. in corso.
Di fronte a tale situazione, ci troviamo nella condizione – per evidenti profili di responsabilità legati alla nostra funzione – di chiedere la sospensione dell’attività didattica del I anno del corso di laurea L/22 per urgenti motivi di sicurezza e di igiene, che verrà comunque applicata a partire da lunedi 29 ottobre 2012 in via cautelativa, fino a individuazione di strutture adeguate.
Si segnala inoltre che a partire da lunedi 29 ottobre 2012 non verrà più tollerata alcuna eccedenza sul numero di studenti presenti in aula oltre la capienza massima certificata. In mancanza della certificazione per aula, la didattica relativa a quell’aula verrà sospesa.
Come abbiamo già stigmatizzato in Consiglio di Area Didattica e in Consiglio di Dipartimento, tale situazione è stata determinata dalla scellerata decisione degli organi di governo dell’Ateneo, che ha abolito il numero programmato previsto in sede di programmazione didattica.
Si rimane in attesa di urgenti disposizioni di merito.



