L’AQUILA – Emettere prima della fine dell’anno la sentenza, per evitare la prescrizione, del processo che vede imputato al tribunale di Rieti l’ex rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, accusato di abuso d’ufficio aggravato assieme all’ex sindaco di Antrodoco, Maurizio Faina.
Questo l’obiettivo dichiarato del presidente del Collegio giudicante, Carlo Sabatini, nel corso dell’udienza di oggi, la seconda dopo la pausa di circa un anno di questo procedimento per via della sospensione disposta a seguito dei terremoti del Centro Italia che hanno colpito il Reatino.
L’ex rettore e l’ex primo cittadino sono accusati di essersi procurati “un ingiusto profitto” con le loro condotte messe in atto “nello svolgimento delle funzioni e del servizio” in violazione di una serie di normative.
In particolare, viene contestata la vendita al rettore da parte del Comune reatino di un campo di calcio al costo di 15 mila euro (3,40 euro al metro quadrato) per costruire un’abitazione prefabbricata in seguito alla perdita della casa per il terremoto.
Contestato anche l’accordo di programma con cui veniva concordato il trasferimento ad Antrodoco, nei locali di Villa Mentuccia, della sede della Fondazione, della casa editrice di Ateneo e di alcuni master e corsi.
Infine, si contesta la convenzione tra l’Ateneo e la società che gestiva una struttura termale Antrodoco Terme Srl con la prospettazione ritenuta falsa dall’accusa della gestione di una Rsa accreditata con il sistema sanitario nazionale.
Un’udienza importante per l’economia processuale, quella di oggi, perché c’è stato l’esame dell’imputato Di Orio, sottoposto alle domande del pubblico ministero, Luana Bennetti, e dell’avvocato di parte civile, Felice Cantaro, che rappresenta il Comitato professori associati dell’ateneo aquilano.
Come spiegano fonti difensive della parte civile, nel corso dell’esame Di Orio ha sostanzialmente ribadito l’attribuzione di alcune delle responsabilità di cui viene accusato nei confronti della ex presidente della facoltà di Medicina, la prof Maria Grazia Cifone.
“Sono soddisfatto dell’esame testimoniale dell’imputato e ritengo che in tempi brevi si possa giungere a una definizione di questa storia – dichiara l’avvocato Cantaro – Non è stato minimamente scalfito l’impianto accusatorio della procura”.
Bocche cucite, invece, per l’avvocato, Antonio Valentini, che assiste Di Orio assieme a Giovanni Marcangeli, ma comunque per la difesa dell’imputato l’ex rettore ha confermata la bontà delle sue tesi e ha risposto alle domande in modo preciso e sereno. Faina è assistito dal legale Antonio Perelli.
Sempre da quanto riportato da fonti difensive della parte civile, nel corso dell’esame, durato circa un’ora, Di Orio ha affermato che la struttura di Villa Mentuccia era in buone condizioni, ma di rimando gli è stato fatto notare che versava in una situazione di fatiscenza, come testimoniato dall’unica dipendente che vi ha lavorato per un anno.
Di Orio ha anche sostenuto che l’operazione Villa Mentuccia sia stata a costo zero per l’Univaq, cosa per l’avvocato di parte civile non vera, perché gli ha ricordato che sono stati trasferiti arredi all’interno, una dipendente ha lavorato lì per un anno, c’era un accordo di manutenzione con Manuntencoop e sono state pagate le bollette, anche se l’esborso non è mai stato quantificato.
Inoltre, sulla società Antrodoco Terme Srl a Di Orio è stato chiesto se avesse verificato se fosse attiva o inattiva prima di siglare la convenzione, ma lui ha risposto che era una competenza dei tecnici, e se fosse davvero accreditata con il sistema sanitario nazionale, e l’imputato ha affermato che a sua memoria stava per essere accreditata.
Quanto all’acquisto del terreno, per Di Orio gliel’aveva proposto lo stesso sindaco Faina, poi ne ha parlato con il vice sindaco, per realizzare un piccolo prefabbricato. E il cambio di destinazione d’uso, per l’imputato, sarebbe avvenuto a sua insaputa.
Infine, l’avvocato Cantaro ha chiesto se Di Orio prestasse ancora servizio presso l’Ateneo e la risposta è stata negativa. Alla domanda del perché questo sia avvenuto, si è scatenata la veemente protesta dei legali dell’imputato.
Tutti nell’aula sapevano, infatti, che Di Orio è stato sospeso dall’insegnamento, tra forti polemiche, dopo la condanna in primo grado a 3 anni di reclusione al tribunale di Roma con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità nei confronti del docente Sergio Tiberti, suo ex amico poi divenuto grande accusatore.
Al termine dell’esame, il giudice Sabatini ha rinviato l’udienza al prossimo 27 ottobre. Concluso, nella scorsa udienza, l’ascolto dei testi dell’accusa e della parte civile, e in quella di oggi l’esame degli imputati, restano da sentire i testimoni della difesa.
Le due liste sono state ridotte a 17 nominativi dagli iniziali 40, numero ritenuto sovrabbondante dal presidente che ha imposto una singola udienza, la prossima, per sentirli tutti, avvertendo che se verranno ripetute dichiarazioni già sentite o non rilevanti, saranno scartate.
I testi di Di Orio saranno Luca Capuano, Giacarlo Cococcioni, Giustino Varrassi, Sandro Francavilla, Carlo De Matteis, Dante Galeota, Mauro Bologna, Raffaele Marola e Andrea Basti.
Per Faina deporranno Rina Massenzi, Alfio Leonardi, Olivio Serani, Italo Cricchi, Armando Nicoletti, Cristian Di Loreto, Roberto Abbandonato, Felice Longhi e il consulente architetto Mara Cerroni. (alb.or.)





