L’AQUILA – Un’analisi partecipata sui rapporti tra Unione Europea e Federazione Russa proprio in un momento in cui le relazioni sono tese come non mai per le operazioni militari in Crimea e le minacce all’Ucraina.
A tenere il seminario, che si è svolto ieri al dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila, la professoressa russa dell’Università statale di Mosca di Economia statistica e informatica, Tatiana Yugay.
Amante e studiosa dell’Abruzzo, come si può approfonditamente leggere nel suo blog www.santatiana.ru, la docente ha raccontato ad AbruzzoWeb di vivere tra Mosca e Montesilvano (Pescara) e di aver preso parte a questa lezione grazie al docente universitario Gianmarco Cifaldi con il quale sta maturando una collaborazione internazionale.
“Nel 2020 l’economia russa sarà la prima d’Europa e la quinta nel mondo”, ha ricordato la Yugay, mettendo poi in discussione le note tesi filoamericane del politico e politologo statunitense Zbigniew Brzezinski.
Tra i temi trattati, la lotta per l’Ucraina con gli Usa che “raccolgono firme per buttare la Russia fuori dall’Organizzazione mondiale del commercio”; la percezione della politica di Vladimir Putin, di Barack Obama e di Angela Merkel; il commercio internazione; i rapporti con la Cina che “si schiera al suo fianco” e quelli con Kiev.
E ancora, la possibilità o meno di una moneta unica mondiale; e poi ancora le sanzioni a 21 personalità russe e della Crimea considerate coinvolte nell’intervento di Mosca che i ministri degli Esteri dell’Ue hanno concordato di infliggere.
Argomenti trattati a poche ore dall’ufficializzazione dei dati definitivi del referendum sulla riunificazione della Crimea alla Russia (96,77% di sì), e dopo che il Parlamento l’ha proclamata Stato sovrano indipendente e deciso di nazionalizzare le proprietà statali ucraine situate in Crimea anche adottando il rublo come moneta nazionale.
“Il rapporto della Federazione Russa con l’Europa è molto forte: è nella Russia europea che si concentra la metà del potenziale economico della Russia (il 55% del Pil, il 48% delle immobilizzazioni, il 52% degli occupati) – ha ricordato la relatrice – in un decimo del territorio complessivo vi è concentrata la maggior parte della produzione ad alta intensità di conoscenze high-tech (54% della produzione e il 45% di ingegneria – industria chimica, compreso MIC) e il 38% della produzione industriale totale, nonché capacità scientifica e informativa”.
La Yugay ha ripercorso in breve la cronologia delle relazioni tra i due mondi a partire dal 1991, con l’avvio del programma di cooperazione Ue-Russia, passando per il 1994 quando è stato firmato l’accordo bilaterale di partenariato e per le decine di accordi che si sono susseguiti quasi ogni anno successivo fino al 2012 con il Permanente Consiglio di partenariato Ue-Russia sull’energia e sui temi della libertà, sicurezza e giustizia e al 2013 anno in cui la Russia e l’Unione europea hanno completato la firma di un nuovo accordo di cooperazione per il controllo dei precursori di droghe.
“La cooperazione è forte – ha spiegato – soprattutto per quanto riguarda gli scambi commerciali: l’Europa esporta 213,2 miliardi di euro in Russia, per il 50% macchinari e trasporti, mentre la Russia esporta 123,2 miliardi in Europa, per il 76% di gas e petrolio. La Federazione Russa ha, insomma, un ruolo significativo nel campo di sicurezza energetica europea come il più grande esportatore di petrolio e gas naturale verso l’Unione europea: i prodotti energetici costituiscono il 74% del totale delle importazioni dell’Ue provenienti dalla Russia”.
“La Russia ha tantissime risorse non solo sul territorio ma anche a livello umano – argomenta la professoressa senza nascondere un forte orgoglio patriottico – basti pensare agli atleti russi che (alle Paralimpiadi di Sochi, ndr) hanno vinto ben 80 medaglie, di cui 30 d’oro battendo l’ex record mondiale per il maggior numero di medaglie vinte complessivamente dai rappresentanti di un paese alle Paralimpiadi”.
“Improbabile sconfiggere una nazione dove la gente senza due gambe è quella che sa sciare più velocemente al mondo e dove i ciechi sanno sparare con così tanta precisione”, ha concluso.



