L’AQUILA – È quasi legge la proroga-bis del mandato dei rettori universitari in scadenza nel 2011 e già allungato di 12 mesi, slittamento che consentirà loro appunto di godere di un secondo anno aggiuntivo dopo il primo già trascorso per portare a termine l’approvazione dei nuovi statuti.

A porre fine ai duelli sull’interpretazione di un codicillo della “riforma Gelmini” che, a seconda delle scuole di pensiero, poteva sembrare concedere o meno il secondo anno, è un emendamento al decreto sulla spending review che è stato convertito in legge ieri in Senato e che si appresta a passare alla Camera.

Una modifica voluta dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, incurante del fronte dei contrari alla proroga-bis che si sono costituiti in un comitato nazionale che ieri si era rivolto anche a Giorgio Napolitano per scongiurare il passaggio a palazzo Madama, invano, visti gli esiti.

Il caso ha fatto discutere a lungo perché se molti rettori hanno deliberatamente scelto di non approfittare degli ulteriori 12 mesi in sella, altri, tra cui quello dell’Aquila, hanno tirato dritto decidendo di continuare a governare fino all’anno prossimo.

Addirittura nel capoluogo il decano Aniello Russo Spena aveva già convocato le elezioni per l’elezioni del nuovo rettore e si è scatenata una acre battaglia a colpi di carte bollate tra gli oppositori che anelano a un cambio netto della governance al più presto possibile e la “fazione” che sostiene Ferdinando Di Orio, che alla fine l’ha spuntata. Anche il Consiglio di Stato, con una sentenza, ha ribadito tale orientamento.

Sul tema c’erano state anche numerose interrogazioni parlamentari, citando il caso-L’Aquila come tipico della situazione di doppia proroga; giuristi dell’uno e dell’altro parere si erano confrontati argomentando le due diverse posizioni; anche il ministro precedente Maria Stella Gelmini, che ha dato il nome alla riforma, si era espressa contro la proroga.

Ma Profumo è stato di parere diverso, nonostante in prima battuta fosse stato possibilista sulle elezioni alla fine ha optato per il sì alla proroga-bis, ha ricorso al Tar contro l’indizione delle elezioni e ora questo suo orientamento è diventato legge. Alberto Orsini

IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE SULLA SPENDING REVIEW (ART. 7 COMMA 42-TER)

“Allo scopo di garantire una corretta transizione al nuovo ordinamento, l’articolo 2, comma 9, terzo periodo, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 (la riforma Gelmini, ndr), si interpreta nel senso che, ai fini della decorrenza della proroga del mandato dei rettori in carica, il momento di adozione dello statuto è quello dell’adozione definitiva all’esito dei controlli previsti dal comma 7 del medesimo articolo”.

Per le Università come quella aquilana che lo statuto lo hanno “adottato” nell’anno accademico successivo alla riforma, i mesi di proroga passano in definitiva da 12 a 24.

CONSIGLIO DI STATO RESPINGE RICORSO DECANO

La sesta sezione del Consiglio di Stato si è pronunciata, in data 31 luglio, sulla richiesta del decano dell’Ateneo aquilano, Aniello Russo Spena, tesa ad ottenere la riforma dell’ordinanza emessa dal Tar Abruzzo, con cui era stata disposta la sospensione del decreto di indizione delle elezioni del rettore per il sessennio 2012/13-2017/18.

I giudici hanno respinto il ricorso: Ferdinando Di Orio, resta, pertanto, in carica fino al termine dell’anno accademico 2012/13.