L’AQUILA – C’è soddisfazione nel day after tra le due ‘big’ Paola Inverardi e Maria Grazia Cifone, le docenti più votate al primo turno delle elezioni del nuovo rettore dell’Università dell’Aquila.

Mentre la prima, forte di un largo consenso nel voto dei prof, prepara la strategia per annettere i voti dello sconfitto Angelo Luongo e arrivare al quorum, l’altra studia la rimonta, contando sullo zoccolo duro studentesco e sul ritorno di alcuni voti che sono mancati all’appello.

A fare da terzo incomodo punta Francesco Vegliò, che ha scoperto che le elezioni del rettore sono molti simili a quelle delle istituzioni, bisogna fare politica, e tanto per cominciare smentisce l’annunciatissimo suo apparentamento con la Cifone: “Io mi sento ancora in corsa”.

Fuori dai giochi è Luongo, anche fisicamente, visto che sta per partire per un convegno all’estero, e assicura di non avere preferenze, disistimando tutti e tre i contendenti rimasti in lizza.

Lo scenario che si va profilando vede la possibile sfida tra i voti della Inverardi e quelli di Luongo per arrivare al quorum e superare la somma della preferenze della Cifone e di Vegliò. “Se è così vinco”, dice sicura la più votata del primo turno; “Non ho la presunzione di prevedere il futuro”, ribatte la sfidante.

Le elezioni sono state macchiate dall’episodio dei manifesti contro Cifone e l’uscente Ferdinando Di Orio, che ha commentato solamente: “Spazzatura”. Di “brutta parentesi” parla invece la docente.

INVERARDI: “MIA VITTORIA AL PROSSIMO TURNO? REALISTICO”

“È realistico”.

Basta una parola alla professoressa Paola Inverardi, la più votata nel primo turno delle elezioni per il nuovo rettore dell’Università dell’Aquila, per dire la sua su uno degli scenari elettorali più chiacchierati in vista del secondo turno di lunedì 3: i voti di Inverardi più Luongo che battono quelli di Cifone più Vegliò, e l’ex preside di Scienze diventa nuovo rettore al secondo colpo.

“La principale soddisfazione – commenta la prof sugli esiti del primo turno – è che sia andata a votare tanta gente, abbiamo fatto una buona campagna elettorale e stimolato l’attenzione su quanto fosse importante questa scelta”.

Quanto al suo risultato “certamente sono molto contenta e spero che si possa andare a una soluzione rapida con la più ampia condivisione, superando le fratture”.

La Inverardi ha arrancato un po’ tra gli studenti e sembra dubbiosa su un possibile recupero di questa parte di votanti. “Non essendo riuscita ad avere un contatto diretto con una componente importante degli studenti e nessuna risposta alle mie sollecitazioni, temo che non ci sia soluzione – ammette – Rinnovo la mia disponibilità a parlare e a confrontarci, ma l’iniziativa deve essere anche loro. Altrimenti, se diventerò rettore, vorrà dire che lo faranno dopo”.

CIFONE: “IO E VEGLIO’, UN RISULTATO INSIEME”

“Ci sono state defaillance anche annunciate di colleghi che erano i Kazakistan o in Giappone e di cui ero a conoscenza. Questi colleghi non sono venuti, ma verranno nel prossimo turno e conto molto su di loro”.

Prepara così la ‘remuntada’ Maria Grazia Cifone, tra i favoriti per l’elezione e che al primo turno si è fermata al secondo posto proprio dietro la Inverardi.

L’ex preside di Medicina ha vinto nettamente la sfida tra gli studenti, “e questo mi dà molta soddisfazione, una scelta importante, è stata riconosciuta l’attività svolta in questi anni che puntava alla centralità dello studente”.

Una scelta contro il rinnovamento e in continuità con la governance uscente e anche una scelta politica, secondo le analisi, ma su questo punto la prof storce il naso: “Vorrei che questa storia della continuità venisse sventata, sfumata. Mi spiace dicano così, gli studenti sono maturi e non mi pare si possano far convincere”.

Amareggiata, la prof, per la vicenda dei manifesti contro di lei e Di Orio. “Lascia sconcerto, questa vicenda compromette fortemente l’immagine dell’Ateneo. Ho sporto denuncia, soprattutto per la coincidenza con il giorno delle elezioni, non mi potevo sottrarre. Una parentesi brutta e che sarebbe stato meglio evitare”.

Quanto allo scenario di un ‘apparentamento’ tra lei e Francesco Vegliò, “abbiamo una linea molto comune per storia e posizioni, ci conosciamo da anni, molte parti del programma sono sovrapponibili. È anche la prima persona che ho chiamato ieri sera, l’ho ringraziato perché è l’unico che ha stigmatizzato l’episodio dei manifesti. Il nostro è un risultato centrato insieme perché ci sono affinità e sovrapposizioni. Ognuno poi ha libertà”, conclude, in riferimento alla volontà di Vegliò di sentirsi “ancora in corsa”, come dichiara di seguito.

E lo scenario Inverardi più Luongo che supera Cifone più Vegliò? “Apprezzo la presunzione di prevedere un risultato, io non ce l’ho”, taglia corto.

VEGLIO’: “SONO ANCORA IN CORSA, ALTRO CHE CIFONE”

È contento del suo terzo posto il professor Francesco Vegliò, serafico come di consueto. “Personalmente sono rimasto soddisfatto, anche perché come candidato rettore sono uscito abbastanza tardivamente”, spiega.

“Un po’ meno soddisfatto – arriva alle note dolenti – lo sono del mio dipartimento, mi è sembrato siano mancati consensi, mi aspettavo di più dai docenti”.

Il prof si sente comunque ancora in corsa, contrariamente ai rumors di Ateneo che lo vogliono pronto a sostenere la corsa della Cifone.

“Non so chi dice che farò votare Cifone – smentisce Vegliò – mi sto sentendo con i colleghi ma non mi ritiro affatto, mi sento ancora in corsa. Senza fare politica ho raggiunto un buon risultato, anche se guardando gli altri ho capito che bisogna politicizzarsi”.

LUONGO: “MI RITIRO E PARTO, ATENEO VERSO IL DECLINO”

“Certamente esco dalla competizione elettorale e non ho potere di indirizzamento dei pochi voti espressi per me, i colleghi infatti mi avevano scelto per un programma e non senso di appartenenza”.

Annuncia così ad AbruzzoWeb il suo ritiro dai giochi il professor Angelo Luongo, candidato meno votato al primo turno per l’elezione del nuovo rettore dell’Università dell’Aquila.

Il prof si dichiara “profondamente deluso, non è stato compreso che portavo avanti un programma di rinnovamento. Mi ha sorpreso avere avuto 0 voti degli studenti – insiste – sono state rigettate idee nuove come il campus e l’integrazione come tessuto sociale. Penso sia stata una scelta politica e non nel merito, proprio quello che non volevo che fosse”.

La prosecuzione della corsa elettorale non interessa eccessivamente a Luongo. “Sono in partenza per un convegno internazionale, la prossima settimana non voterò – annuncia – Sugli altri tre candidati ho già espresso riserve, quindi non ho preferenze, e credo che l’Ateneo sia avviato a un lento declino. Mi auguro di sbagliarmi ma non vedo prospettive rosee”.

TOTORETTORE – PRIMO TURNO
<span style=’NOME E COGNOME <span style=’Docenti <span style=’Studenti <span style=’Personale <span style=’Totale
PAOLA INVERARDI
208
<span style='(208)
10
<span style='(20)
21,4
<span style='(127)
 239,4
<span style='(355)
MARIA GRAZIA CIFONE

143
<span style='(143)

26
<span style='(52)
19,6
<span style='(116)
188,6
<span style='(311)
FRANCESCO VEGLIO’
65
<span style='(65)
20,5
<span style='(41)
16,0
<span style='(95)
 101,5
<span style='(201)
ANGELO LUONGO
35
<span style='(35)
0
<span style='(0)
4,5
<span style='(27)
39,5
<span style='(62) 
Voti pesati: docenti 1 – studenti 0,5 – personale 0,15