L’AQUILA – “È strano che il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente sia stato nominato tra i testimoni a favore dell’ex rettore dell’università Ferdinando Di Orio, ma aspettiamo di ascoltare le sue dichiarazioni prima di giudicare. Aspettiamo anche la posizione del neo rettore Paola Inverardi, vedremo se si costituirà parte civile, comunque in un clima che si spera sia il più sereno possibile, sicuri che il giudizio del sindaco non interferirà con quello della Inverardi”.
Interviene così il professor Sergio Tiberti nel giorno dell’ufficializzazione dello slittamento al gennaio del 2014 del processo sui maxi affitti del capannone ex Optimes dov’è stata ricollocata la facoltà di Ingegneria dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Il procedimento, cominciato oggi nel tribunale del capoluogo abruzzese, che è stato rinviato per l’assenza del pubblico ministero David Mancini, vede alla sbarra, tra gli altri, proprio l’ex rettore Di Orio, che lo scorso 1° ottobre ha lasciato la poltrona alla Inverardi.
A quest’ultima Tiberti, acerrimo nemico dell’ex numero uno dell’ateneo aquilano, ha dato manforte alle ultime elezioni, vinte contro la delfina dioriana Maria Grazia Cifone. Di Orio, tra l’altro, è imputato anche a Roma per concussione e ancora all’Aquila per diffamazione aggravata, entrambe nei confronti del professor Tiberti.
Il gruppo di opposizione alla governance chiede dall’udienza preliminare che l’Ateneo si costituisca parte civile contro gli imputati, ma in quella sede non è avvenuto dopo il voto contrario del consiglio d’amministrazione, organo composto da esponenti legato a Di Orio, che si è ritrovato a essere al tempo stesso imputato e rettore della possibile parte lesa.
Dopo le polemiche per la mancata costituzione, Tiberti è tornato a chiederla in occasione della prima udienza dibattimentale, mentre la Inverardi ha consultato esperti legali, tra cui l’Avvocatura dello Stato, dove Di Orio è tacciato avere molte conoscenze, e sembra aver preso una linea attendista, ossia di aspettare la conclusione di questo procedimento penale per cominciare la causa civile.
Strategia contestata dagli oppositori, che hanno anche consultato esperti, per i quali costituirsi parte civile nel processo penale è essenziale. Sembrava alle porte il primo scontro tra la Inverardi e i suoi ‘grandi elettori’, ma lo slittamento del processo di quasi 4 mesi concede nuovo tempo per trattare e allenta il clima di tensione.
Ecco perché, invece di lanciare le attese bordate, oggi, nel corso di una conferenza stampa Tiberti ha rimarcato “l’assoluta chiarezza degli atti del processo, che dimostrano la colpevolezza di Di Orio. Sarebbe assurdo – ha detto Tiberti – veder finire il tutto con l’assoluzione”.
“Ha ragione la Inverardi quando afferma di voler tutelare l’università – ha aggiunto il professore in merito alle dichiarazioni rilasciate ieri su questo argomento dal nuovo rettore nel giorno del suo insediamento – non c’è da dubitare sulla onestà e sulla serietà di una donna dalle grandi capacità che ha ricevuto anche il mio supporto alle elezioni. Aspettiamo comunque il 30 gennaio per vedere come si schiererà la Inverardi, quale posizione prenderà rispetto a un processo su cose gravissime che hanno fatto male all’Ateneo. A quel punto potrò valutare come comportarmi”, ha precisato Tiberti. Roberto Santilli






