L’AQUILA – All’Università dell’Aquila calano le domande di borse di studio per gli studenti del primo anno. Sono in fatti 635 richieste contro le 815 dell’anno 2013-2014, un crollo del 22 per cento.
Il dato emerge dalle graduatorie pubblicate ieri sul sito dell’ Adsu, l’Azienda regionale per il Diritto allo studio, e conferma i timori di un possibile calo delle immatricolazioni, che segue al brutto segnale relativo alla residenza studentesca Campomizzi, dove le domande di posto letto sono infatti scese del 25 per cento, dalle 446 dell’anno accademico 2013-2014 alle 337 di quello che si sta aprendo.
In un momento di crisi infatti è del tutto inverosimile che le domande di borse di studio siano diminuite, perché è aumentato, in totale controtendenza nazionale, il reddito medio delle matricole.
Da quest’anno, del resto, all’Aquila si tornano a pagare le tasse universitarie, dopo l’esenzione totale che ha fatto seguito al terremoto del 6 aprile 2009.
Tasse stabilite in base al reddito Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente, con gli studenti divisi in tre fasce. La fascia A, che va da 0 a 14 mila euro, paga una rata da 100 euro. La fascia B, da 14 mila a 44 mila, 100 euro più 0,025 centesimi per ciascun punteggio Isee. La fascia C, con reddito superiore ai 44 mila euro, paga 850 euro. A cui vanno aggiunte varie forme di esenzione.
Questi importi, aveva assicurato ad aprile la rettrice Paola Inverardi, non scoraggeranno le iscrizioni e il fisico Adriano Filipponi aveva elaborato una proiezione assai lusinghiera.
“Dai nostri calcoli – spiegò Filipponi – risulta che le iscrizioni al nuovo anno accademico saranno 21.200 circa, con una lieve flessione rispetto agli attuali 23 mila, tenendo conto degli abbandoni fisiologici degli studenti fuori corso”.
Ascoraggiare ulteriormente gli studenti ad iscriversi all’Aquila, secondo l’Udu (l’Unione degli universitari), la decisione del Comune dell’Aquila di introdurre la percentuale massima del 30 per cento a carico dell’affittuario del pagamento della Tasi. Che andrà a carico di tanti studenti fuorisede.
“Si continua a fare l’errore – afferma l’Udu – di non considerare quali sono le conseguenze delle scelte che vengono fatte e su chi vadano a ripercuotersi gli effetti, decidendo di ignorare e penalizzare la categoria degli inquilini, che in una città come L’Aquila è rappresentata in grande maggioranza dagli studenti universitari”. Filippo Tronca



