L’AQUILA – Sei anni dopo le elezioni 2013, in seno all’Università dell’Aquila sarà cambiato tutto per non cambiare niente: nel 2019 la figura divisiva sarà ancora l’ex rettore, Ferdinando Di Orio, e per conquistare fino al 2025 la guida dell’ateneo sarà di nuovo sfida tra post-dioriani e anti-dioriani, due fronti speranzosi di eleggere il successore di Paola Inverardi.

Il derby che si profila all’orizzonte è clamoroso e vede l’attuale prorettore vicario, Carlo Masciocchi, con l’appoggio degli “anti”, ma anche di un gruppo molto più ampio e trasversale, pronto a sfidare, partendo da favorito, il presidente dei Corsi di Economia, Fabrizio Politi, uno dei docenti storicamente vicini a Di Orio.

Una sfida cui non potrà partecipare l’uscente Inverardi, visto che, con la riforma dello Statuto e delle norme che hanno portato alla sua elezione nel 2013, è stato deciso di non rendere rieleggibile la carica.

Sono solo le prime schermaglie embrionali: manca un anno e mezzo al voto, che verrà preparato attraverso complesse operazioni.

Un lasso di tempo importante in cui molto può ancora succedere e non si esclude, anzi, si ritiene probabile, lo spuntare di outsider, come Edoardo Alesse, direttore del dipartimento di Scienze Discab, che ci aveva provato nel 2007 venendo sconfitto da un Di Orio all’epoca alla massima potenza.

I due schieramenti si stanno comunque già organizzando in debito anticipo. E in queste prime grandi manovre riecheggia ancora il fantasma accademico proprio di Di Orio, per 2 mandati e 9 anni al vertice prima della Inverardi, con una coda biennale di proroga strappata proprio per sovrintendere alla modifica dello Statuto.

Di Orio, peraltro, attualmente è sospeso dell’insegnamento e dallo stipendio, conseguenza di una condanna in primo grado a 3 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici per induzione indebita, la cosiddetta concussione “depotenziata”; è tuttora alle prese con una serie di vicissitudini giudiziarie.

Quattro anni fa il suo fronte era compatto e presentava il “delfino” per eccellenza, la già preside della facoltà di Medicina e ora direttore del dipartimento di Medicina Mesva, Maria Grazia Cifone.

L’avanzata femminile composta da lei e dalla Inverardi, quest’ultima sostenuta invece con forza dai “picconatori” antidioriani, nei primi due turni sgominò gli altri due candidati, Francesco Vegliò e Angelo Luongo, mentre nel ballottaggio la spuntò l’allora preside di Scienze per un centinaio di consensi “pesati” di scarto.

A oggi, secondo quanto si apprende, non è escluso che la Cifone possa riprovarci un’altra volta, anche se la stella dioriana è divenuta ormai cadente e il fronte appare sfaldato e senz’altro meno dominante rispetto al 2013, tanto da far sconsigliare un secondo tentativo che sarebbe più improbo del primo, già finito male.

Ecco perché l’investitura potrebbe cadere su colui che, tra le altre cose, il nuovo Statuto lo ha scritto: il presidente dei corsi di studio in Economia (ex preside della facoltà) Fabrizio Politi, giurista, ex senatore accademico ed ex presidente del Collegio per le Garanzie statutarie della Regione Abruzzo.

Contro di lui, gli antidioriani, scottati dall’esperienza Inverardi, che al tirar delle somme non ha soddisfatto appieno la lobby, che auspicava un rinnovamento totale, sarebbero ormai decisi a puntare su un nome solo.

Quello di Masciocchi, direttore della scuola di specializzazione in Radiodiagnostica dello stesso Ateneo, primario della Radiologia universitaria, unica superstite dopo la soppressione del reparto gemello ospedaliero, peraltro divenuto professore ordinario proprio durante gli anni di Di Orio.

Un nome estremamente noto in città, ritenuto vicino al centrosinistra ma che, a dispetto di questo, può contare anche sull’appoggio di parti influenti della società e della politica aquilana in maniera bipartisan.

Nell’ultima campagna elettorale per le amministrative 2017 era al tavolo dei relatori di un evento del centrosinistra tutto sulla sanità, assieme al manager, Rinaldo Tordera, all’assessore regionale Silvio Paolucci e al consigliere Pierpaolo Pietrucci, a sostegno del candidato sindaco poi sconfitto al ballottaggio, Americo Di Benedetto.

Prima ancora, nelle Regionali 2014, era vice presidente dell’associazione culturale e di impegno sociopolitico “Insieme”, che sostenne la candidatura alla presidenza della Regione di Luciano D’Alfonso. Peraltro anche il possibile sfidante Politi prese parte a eventi pro-D’Alfonso e ha poi avuto un incarico in ambito regionale.

Nel campo sanitario Masciocchi è un nome importante a livello italiano: è ai vertici della federazione italiana di radiologi Fidesmar, dopo aver unificato proprio all’Aquila cinque sigle, facendola diventare tra la più grandi d’Europa.