L’AQUILA – “È ora di fare piena luce anche sulla gestione post sisma delle politiche universitarie da parte dell’ex rettore Ferdinando Di Orio, sulle scelte logistiche, sull’utilizzo delle risorse, anche al di là dei processi e delle inchieste giudiziarie”.
Ad affermarlo è Enza Blundo, senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle, prima firmataria della proposta di istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sui fondi destinati alla ricostruzione, approvata in Senato, grazie ad una dichiarazione d’urgenza, il 29 gennaio scorso. Proposta sostenuta anche da Maurizio Romani dell’Italia dei valori, ex grillino.
Di Orio dovrà ora affrontare oggi al Tribunale dell’Aquila l’udienza, forse decisiva, del processo sui maxi affitti per ricollocare le facoltà dopo il sisma, che vede alla sbarra insieme all’ex rettore, l’ex direttore generale Filippo Del Vecchio e l’imprenditore Marcello Gallucci.
Tra le pagine opache su cui va fatta chiarezza Blundo, dunque, come già fatto da Romani, mette anche le scelte che hanno fatto capo all’ex rettore dell’Università dell’Aquila, attuale docente di Storia della Medicina, condannato a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici il 25 gennaio scorso da parte del Tribunale di Roma per aver indotto il professor Sergio Tiberti, docente dello stesso Ateneo, a consegnargli somme di denaro non dovute.
Ed ancora il 15 marzo al Tribunale di Rieti si terrà una nuova udienza del processo sul trasferimento ad Antrodoco (Rieti) di sedi universitarie aquilane e per la vendita da parte del Comune a Di Orio di un campo di calcio sul quale poter realizzare un immobile. Di Orio in questo caso è accusato di abuso d’ufficio aggravato insieme all’ex sindaco del Comune reatino Maurizio Faina.
Blundo, a proposito del processo dell’Aquila, rimarca come “resta un grave vulnus non aver accettato la costituzione di parte civile da parte dell’Università”, mentre l’associazione Comitato professori Univaq è stata ammessa al tribunale di Rieti in un altro processo della sequela, quello per abuso d’ufficio aggravato assieme all’ex sindaco di Antrodoco per la vendita di un ex campo di calcio, il trasferimento nel Reatino di alcuni corsi e istituzioni accademiche e la nascita mai avvenuta di una residenza sanitaria assistita.
La Commissione, aggiunge la senatrice, vuole affiancarsi “all’ottimo lavoro fin qui svolto dalla magistratura, senza sovrapposizioni indebite, al solo fine di individuare le ineludibili responsabilità politiche di coloro che hanno alimentato una fase post terremoto dominata da malaffare e da evidenti sprechi”.
Blundo si riferisce al “business dei puntellamenti, affidati senza gara, ai costi spropositati del progetto C.s.e.e., alla priorità data ad alcuni aggregati privati invece che ad altri” ed anche, appunto, alle “scelte fatte dall’Università, che per sostituire le sedi terremotate, ha speso risorse economiche ingentissime, e sin da subito sono stati in molti ad avere dubbi sulla giustezza e convenienza di quelle scelte, viste le alternative in campo. Il sospetto è che ci sia stata la volontà di voler favorire qualcuno con i cambi di destinazione d’uso dei terreni, con l’utilizzo di strutture dismesse, pagate a caro prezzo”.
“Molte scelte in questa direzione sono state bloccate all’ultimo momento, e sono comunque episodi significativi, che danno il segno di uno stile di governance, che al di là dei rilievi penali, non mi sembra che abbia sempre fatto gli interessi dei cittadini, degli studenti e del pubblico”.
Al centro del processo c’è a tal proposito lo spostamento della facoltà di Ingegneria in un capannone industriale con un previsto affitto di 900 mila euro annui, lievitato ad 1 milione e 900mila euro.





