L’AQUILA – Si deciderà il 9 maggio se le elezioni per il rinnovo della carica di rettore dell’Università dell’Aquila si svolgeranno come previsto nel decreto del decano oppure verrà confermato il mandato di Ferdinando di Orio, attualmente in carica.
È stata fissata infatti a mercoledì prossimo la discussione del Tar Abruzzo sul ricorso contro il decreto di indizione delle elezioni previste per il prossimo 17 maggio.
La decisione è stata presa oggi dal presidente del Tar che, in seduta monocratica, ha esaminato l’istanza decidendo però di non firmarla e rinviare la discussione in seduta collegiale.
Il provvedimento blocca-elezioni, che fa appello all’interpretazione di un codicillo della “riforma Gelmini”, che allungava di 12 mesi i mandati per portare a termine la riforma dello statuto, è stato inoltrato al tribunale amministrativo dall’Avvocatura dello Stato che, stando a quanto emerso durante la seconda assemblea di Ateneo che si è tenuta ieri, ha agito di sua iniziativa senza consultare il ministro.
Una procedura legittima, ma che comunque ha suscitato la perplessità del decano, Aniello Russo Spena, che in una nota diffusa oggi, ha annunciato di aver assunto “come atto formalmente necessario le iniziative per la propria costituzione in giudizio di fronte al Tar attraverso un suo legale di fiducia”.
Nel caso in cui il Tar accolga l’istanza di sospensione, il 23 maggio si terrà un’udienza di merito durante la quale il decano si costituirà contro la sospensiva. In caso di rigetto del ricorso dell’Avvocatura, le elezioni si svolgeranno dopo una settimana.
PROFESSOR TIBERTI: “SINGOLARE L’ATTEGGIAMENTO DELL’AVVOCATURA”
“Il rettore sta facendo di tutto per rimanere sulla poltrona un altro anno. Una legge si può cambiare solo con un’altra legge, per cui se l’attuale governo vuole prorogare di un anno il mandato dei rettori, deve presentarsi in Parlamento e al Senato della Repubblica”.
Il professore ordinario della facoltà di Medicina dell’Aquila, Sergio Tiberti, vicino agli oppositori del rettore, Ferdinando di Orio, interviene sull’accesa discussione del ricorso al Tar Abruzzo per bloccare le consultazioni per il rinnovo della carica del rettore.
Tiberti definisce “singolare l’atteggiamento che ha avuto l’Avvocatura dello Stato” inoltrando il ricorso “senza input da parte del ministero, ma questo non mi meraviglia visti i rapporti stretti con il rettore”.
Sullo stato di salute dell’Ateneo aquilano, il professore ha ricordato che questo “ha avuto vantaggio incredibile, cioè prendere i fondi del governo come se avesse lo stesso numero degli studenti del pre-terremoto. Questo accordo di programma è stato rinnovato per altri tre anni e senza questo l’università avrebbe raschiato il fondo del barile”.
LA NOTA INTEGRALE DEL DECANO
Il decano dell’Università dell’Aquila prof. Aniello Russo Spena informa che l’Assemblea elettorale di Ateneo del 2 maggio si è svolta regolarmente con la qualificata presenza di professori e personale tecnico-amministrativo.
Al centro del dibattito, naturalmente, il ricorso presentato il 27 aprile u.s. al TAR dell’Abruzzo dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato per conto del Ministro dell’Università, volto a ottenere la sospensione d’urgenza e il definitivo annullamento delle elezioni per il nuovo rettore.
Nello sconcerto generale, il rappresentante del governo in C.d.A. ha comunicato che il Ministero non è stato informato dell’iniziativa dell’Avvocatura aquilana, la quale pertanto avrebbe agito senza uno specifico mandato dell’Istituzione il cui interesse sarebbe da tutelare. Preso atto che si tratta di una prerogativa legittima dell’Avvocatura, molti interventi ne hanno tuttavia sottolineato l’assoluta irritualità e la decisa inopportunità su un piano di politica universitaria nazionale.
Il decano ha anche notato come il grossolano errore in cui è incorsa l’Avvocatura paventando, in caso di elezioni, il rischio di coesistenza di “due rettori in carica”, indebolisca le fondamenta stesse del ricorso, appalesando una approssimativa conoscenza del ricorrente in materia normativa universitaria.
Un secondo elemento di criticità è il cortocircuito istituzionale determinato dall’inopinata azione di una Amministrazione contro se stessa (Avvocatura-Ministero contro Università).
Alcuni interventi dei partecipanti hanno poi evidenziato come questo clima di incertezza sia alimentato dallo stesso Rettore, che senza motivo ha ritirato la convocazione del Senato Accademico per i provvedimenti in materia elettorale previsti dal regolamento.
È stata anche segnalata come irrituale e per alcuni offensiva la reiterata assenza del Rettore nel dibattito, fatto mai accaduto in cinquanta anni di storia dell’Ateneo aquilano, segno evidente di un conflitto di interesse nella sua posizione e di una sua chiara responsabilità politica in questa vicenda.
Il decano ha comunicato infine di aver assunto come atto formalmente necessario le iniziative per la propria costituzione in giudizio di fronte al TAR attraverso un legale di sua fiducia.
“L’eventuale accoglimento dell’istanza di sospensione – ha sostenuto il decano – determinerà il blocco delle procedure elettorali. L’evenienza della sospensiva, tuttavia, non pregiudica in nulla le buone ragioni dell’indizione delle elezioni: queste saranno adeguatamente rappresentate nella successiva discussione di merito che il Tar, secondo prassi, convocherà entro alcuni giorni. In caso di rigetto del ricorso dell’Avvocatura, se i tempi saranno compatibili, le elezioni si svolgeranno regolarmente nelle date già stabilite; in caso contrario, saranno fissate nuove date. Nella non auspicabile circostanza di un esito avverso allo svolgimento delle elezioni in sede di giudizio di merito, sarà valutata l’opportunità di ricorrere al Consiglio di Stato”.



