CHIETI – Fuoco incrociato sul direttore generale dell’università d’Annunzio di Chieti Pescara, Filippo Del Vecchio. Dopo l’interrogazione parlamentare dei 5 stelle, arriva anche quella del senatore Lucio Barani. Due interrogazioni molto simili nei contenuti, l’unica differenza, non di poco conto, è che Barani, presidente del gruppo Al-A, è in maggioranza. 

Il senatore Barani, che è anche membro della commissione sulla pubblica istruzione, riparte dal contratto che lega Del Vecchio all’università teatino-pescarese, rinnovato dal rettore Carmine Di Ilio ma mai avallato dal consiglio d’amministrazione dell’ateneo, così come prevede lo statuto dell’ente. 

“Il contratto triennale del direttore generale – scrive il senatore nell’interrogazione al ministro Stefania Giannini – è terminato in data 31 ottobre 2015 e nell’adunanza del 28 luglio 2015 il cda dell’università ha autorizzato il rettore alla stipula di un nuovo contratto per il periodo dal 1° novembre 2015 al 31 dicembre 2017; in data 31 luglio 2015, il rettore ha sottoscritto il contratto e, con proprio decreto n. 1279, ha disposto la nomina; l’approvazione obbligatoria del contratto da parte del cda non sarebbe invece mai avvenuta”. 

Ciò significa che Del Vecchio sta operando “in mancanza della formale autorizzazione del consiglio di amministrazione”. E dunque sono a rischio tutte le sue decisioni prese dal primo novembre scorso ad oggi. 

Alla d’Annunzio, scrive inoltre il senatore nell’interrogazione, “si sarebbero verificati gravi e sconcertanti fatti”. E nel documento ne riporta diversi. A cominciare dalla stipula della convenzione con il Provveditorato alle opere pubbliche per la realizzazione dell’edilizia universitaria, e in particolare dei lavori per la caserma Bucciante di Chieti. Il cda che, non aveva autorizzato Del Vecchio a questa operazione avendogli chiesto altro, ha chiesto al rettore Di Ilio l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti del suo direttore generale. Richiesta che, però, sembrerebbe essere stata ignorata.

Il senatore cita poi la censura del 30 luglio 2015 nei confronti dell’ateneo per violazione della privacy da parte del Garante per la protezione dei dati personali. Per lo stesso motivo, ricorda ancora l’interrogazione, il 27 aprile scorso Del Vecchio è stato rinviato a giudizio a seguito della presentazione di 56 querele da parte di altrettanti dipendenti dell’ateneo teatino-pescarese. 

Ultimo fatto riportato dal senatore è relativo all’utilizzo della graduatoria per le progressioni verticali all’interno dell’istituzione universitaria: “Alcuni dipendenti tecnici amministrativi – si legge a riguardo – hanno presentato alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica un esposto contro l’utilizzazione, da parte del direttore generale, di una graduatoria per progressione verticale di personale interno. Il bando era del 2006 e non prevedeva il conseguimento dell’idoneità alla selezione, ma solo vincitori. L’assegnazione alla categoria superiore di 20 unità di personale tecnico-amministrativo ha comportato un aggravio di spesa che non è stato deliberato dal consiglio di amministrazione”. 

“Si chiede di sapere – è la conclusione dell’interrogazione – se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e se intenda rivolgersi al rettore per i doverosi e necessari chiarimenti delle vicende che attengono all’università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara; se ritenga di attuare, in base al proprio potere di vigilanza, strumenti d’intervento sulla regolarizzazione del contratto del direttore generale o dare indicazioni per procedere alla rimozione dall’incarico e cessazione di ogni rapporto di lavoro con il dottor Del Vecchio; se abbia individuato il nuovo rappresentante del Ministero dell’istruzione nel collegio dei revisori della “d’Annunzio”, considerato che il precedente componente è scaduto dall’incarico nel mese di febbraio 2016 e se sia informato della eventuale relazione prodotta dal componente scaduto”.