SAMBUCETO – “Più che una chiesa mi sembra un’astronave”, “C’è più cemento lì che nella Salerno-Reggio Calabria”. “Mi mette angoscia”, “È solo un cubo storto di cemento che ora copre la vista della Majella”, “Secondo me l’architetto è ateo”.
Non c’è che dire: a buona parte della popolazione di Sambuceto, centro del comune di San Giovanni Teatino (Chieti) interpellata da Abruzzoweb, la nuova faraonica cattedrale di San Rocco proprio non piace.
E poco conta che ad averla progettata è la famosa archistar svizzera Mario Botta, non è dato a sapere per quale compenso, e celebrata come un epocale intervento da 10 milioni di euro, sia dall’ex presidente della Regione Gianni Chiodi di Forza Italia, in occasione della posa della prima pietra nel marzo 2011, sia dal suo successore Luciano D’Alfonso.
Con la benedizione bipartisan dell’arcivescovo Bruno Forte che l’ha paragonata ad “un ponte tra il cielo e la terra”.
Nel breve reportage di Abruzzoweb, il pollice verso sembra però quasi unanime, da parte di chi a Sambuceto ci vive, ci lavora e financo da parte di molti parrocchiani.
Quello che in particolare fa rabbia, almeno ai più informati, sono i costi, che alla fine supereranno i 10 milioni di euro, di fondi europei girati dalla Regione, ma anche della Conferenza episcopale italiana, che poi sarebbero i fondi dell’8 per mille, e del Comune di San Giovanni Teatino.
E alla somma vanno aggiunti anche i costi dell’abbattimento nel 2010 della vecchia chiesa di San Rocco, progettata tra gli anni ’30 e ’40 dall’archittetto pescarese l’architetto Paride Pozzi. Proprio per fare posto al sontuoso progetto, che Botta aveva presentato già nel 2007.
Oggi fa faraonica mostra di sé un colosso in cemento armato alto 30 metri, capiente fino a 500 posti, a cui si aggiunge una piazza esterna, circondata a due lati da un porticato, a impreziosire edifici in cui ricavare locali, negozi, aule d’insegnamento una sala polivalente con una capienza di 140 posti, l’appartamento del parroco e altri due monolocali per gli ospiti.
I lavori sono andati avanti con continui stop and go, per mancanza di fondi e anche per una diatriba giudiziaria intrapresa dalla società “The World” di Capua che sospettata di contiguità con la camorra, si è vista revocare l’appalto, dopo una segnalazione della Procura della Repubblica di Caserta.
La ditta ha però subito dopo presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale per poter tornare in possesso della titolarità dell’appalto. I lavori sono ripartiti nel settembre 2012 con l’appalto affidato alla “Sicop srl” di Vinchiaturo (Campobasso), terza in graduatoria.
La partenza del secondo lotto sarà ora garantita grazie ai 3,4 milioni di euro arrivati dalla Regione Abruzzo, attinti dal Fondo sociale di coesione 2007-2013 per “il ripristino naturalistico/paesaggistico degli ambiti degradati e vulnerabili” di San Giovani Teatino ma in gran parte destinati alla realizzazione del complesso parrocchiale.
Il taglio del nastro non sarà però imminente. Nel cartellone del cantiere la data di consegna dei lavori non c’è scritta.
I fedeli intanto si devono arrangiare, dopo l’abbattimento della loro chiesa, in altri luoghi di culto.
Una signora guarda da lontano quel colosso e afferma sospirando: “A noi bastava una chiesa piccola e raccolta, povera ma dignitosa, e un bel parco verde, che qui a Samuceto di cemento ce ne già troppo. Quella che stanno costruendo mi sembra una delle tante fabbriche, è un luogo freddo, e non può essere la casa del Signore”.




