TERAMO – È in questi giorni in vacanza nel suo Abruzzo, ad Alba Adriatica, ed è teramano l’astro nascente di Forza Italia in Lombardia.

Montoriese, classe 1974, a dispetto dei giochi di parole che suggerisce il suo cognome, Fabio Altitonante preferisce subito che gli si dia del tu. Consigliere regionale dal 2013, è arrivato al Pirellone dopo un decennio di impegno politico, dal Consiglio di quartiere all’assessorato in Provincia, passando per il Consiglio comunale di Milano. Compagno di liceo di Paolo Gatti, ha ottimi rapporti anche con l’ex governatore Gianni Chiodi e con il parlamentare Paolo Tancredi.

La prima elezione dopo pochissimi anni dal trasferimento in Lombardia e oltre cinquemila preferenze alle regionali. Non male per un “forestiero”.

Se uno lavora per gli altri, che è la cosa più bella della politica, ottiene una riconoscibilità che viene riconosciuta. L’avvicinamento alla politica c’è stato nel periodo universitario, quando vivevo al Città Studi e mi sono iniziato ad interessare del miglioramento della qualità della vita del quartiere. Così mi sono candidato al Consiglio di zona, l’attuale Municipio 3 che coi suoi 150mila abitanti circa comprende la zona di corso Buenos Aires.

E poi?

Finisce la consiliatura e nel 2006 mi propongono di tentare l’elezione al Consiglio comunale. L’obiettivo viene centrato.

Fu il mandato di Letizia Moratti sindaco, che esperienza è stata?

In tutte le istituzioni c’è tanto da imparare, tante energie positive. Milano poi è la città delle opportunità, dove non ti chiedono nè da dove vieni nè di chi sei figlio. Poi ho tanti amici abruzzesi che hanno contribuito e continuano a contribuire alle mie elezioni. Sono stati cinque anni che mi hanno lasciato un ricordo positivo, sono gli anni in cui l’Italia si è aggiudicata l’Expo, anni di grandi cambiamenti, la riqualificazione di oggi è il frutto delle amministrazioni di centrodestra. Oggi il centrosinistra inaugura i progetti messi in cantiere da Forza Italia, che ha svolto un ruolo riconosciuto pochi mesi fa quando alle comunali ha superato il 20 per cento, dimostrando la credibilità che Forza Italia ha a Milano, senza comunque dimenticare che è la città di Silvio Berlusconi.

Con l’ex premier che rapporto c’è?

Ottimo, facendo il coordinatore di Forza Italia a Milano con il presidente ti ci rapporti. Rimane l’anima e il motore di Forza Italia, che senza di lui non esisterebbe.

Mai stato ad Arcore?

Sì, molte volte.

Qual è il legame con la comunità abruzzese a Milano?

Ci diamo da fare. Nel 2008 ho inventato Abruzzo il Lombardia, una manifestazione di una giornata con musica e cabaret che teniamo ogni anno, prima al teatro degli Arcimboldi, quest’anno al Dal Verme, con ingresso gratuito ma con un’offerta destinata ad una associazione meritevole di aiuto. Quest’anno la scelta è caduta su un’associazione che si occupa di assistenza ai senzatetto. Alla kermesse partecipano artisti abruzzesi e lombardi, cerchiamo così anche di far scoprire la nostra terra agli amici milanesi.

Come si concilia l’attività politica con quella professionale?

Quando fai attività politica sia a livello partitico che istituzionale rimane davvero pochissimo tempo per la professione, negli ultimi 4 anni quella professionale è stata assolutamente marginale. Ma la politica deve essere una fase della vita, non può essere per sempre. Oggi è vista tutta in negativo, come dimostra anche il successo del Movimento cinque stelle, ma la maggioranza di chi fa politica lo fa per passione, anche perché comporta sacrifici. Chi ha una professione ne fa parecchi, anche economici.

Mai pensato a tornare in Abruzzo, magari per un impegno politico?

No, lo osservo a distanza. Penso che l’Abruzzo a prescindere dai colori politici dovrebbe concentrarsi in un grande progetto di eccellenza sulla sanità, molti abruzzesi vengono a Milano a curarsi, ci sono tanti primari in strutture di eccellenza lombarde che sono abruzzesi, ci vuole un diverso approccio, attenzione alle alte specialità dando un servizio territoriale, rivoluzionando il sistema con delle eccellenze, abbiamo professionisti che sono in tante strutture d’Italia ma non in Abruzzo. Il sogno è quello di poter contribuire anche in Abruzzo ad innalzare lo standard della sanità, anche dall’esterno.

Nei giorni scorsi c’è scappata anche una cena con Antonio Razzi a Miglianico…

Con Razzi ho un rapporto diretto, è un parlamentare che ci invidiano in tanti, al di là di tanti errori di grammatica è una persona che ci mette il cuore quando fa le cose e cerca sempre di aiutare le persone in difficoltà. In Parlamento secondo me devono esserci persone come lui che hanno fatto gli operai per 40anni all’estero e portano anche questa esperienza nelle istituzioni, sennò non saremmo in democrazia.

E i bene informati parlano di un filo diretto anche con l’ex sottosegretario Gianni Letta.

No…