L’AQUILA – “Qui a Milano i giovani contano davvero, hanno maggiore potere decisionale che altrove…”. I puntini di sospoensione potrebbero essere riempiti con “Abruzzo”, ma Luigi Di Marco, 32 anni di Cugnoli (Pescara) è pervaso da spirito positivo e tutto vuole tranne che rivangare il passato o, peggio, entrare in polemica con i maggiorenti del Pd abruzzese.

Commercialista, è approdato nel capoluogo lombardo due anni fa e si è subito fatto strada, fino a diventare il tesoriere della campagna elettorale di Giuseppe Sala, da quarantott’ore nuovo sindaco.

“La scelta di trasferirmi è stata fatta per ragioni professionali, visto che ho trovato una opportunità di lavoro in un importante studio, e familiari, visto che anche mia moglie dalla Germania dove viveva si è stabilita a Milano – spiega ad AbruzzoWeb – Una scelta che mi ha disorientato perché inizialmente non volevo lasciare la politica abruzzese”.

Prima alla guida dei Giovani democratici della provincia di Pescara, poi in Consiglio comunale a Cugnoli, la strada per proseguire la carriera, seppur irta di ostacoli, era segnata.

Ma all’arrivo a Milano l’accoglienza è stata tale da far dimenticare tutto: “Mi sono avvicinato a Bella Ciao, Milano!, associazione nata in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione, un folto gruppo di giovani coordinati dal 33enne Mario Vanni, le famose magliette gialle spesso citate anche da Matteo Renzi – racconta – È nato un rapporto con Vanni, che in occasione della festa nazionale dell’Unità 2015 mi ha coinvolto e a dicembre, diventato coordinatore della campagna elettorale di Sala, mi ha chiesto se avevo voglia di fare il tesoriere”.

“È stata un’sperienza importante, carica di responsabilità, la campagna elettorale a Milano è una delle più importanti d’Italia con costi elevati e una gestione particolare – spiega – il fatto poi che Sala provenisse dall’esperienza dell’Expo, ci ha imposto particolare scrupolo anche nel rapporto con i finanziatori”.

Di Marco, che non svela quanto abbia speso Sala per l’intera campagna, tra primarie ed elezioni – “posso dire solo sotto al milione di euro” – parla di campagna “molto formativa”, che lo ha impegnato senza retribuzione, e durante la quale non ha comunque abbandonato la professione.

“Reputandomi serio e responsabile l’ho fatto solo con spirito di servizio, sia Milano che la politica milanese mi hanno accolto e valorizzato, il gruppo dirigente del Pd milanese è fatto da giovani, Milano è un laboratorio da cui bisognerebbe prendere esempio”.

“È vero – dice – anche in Abruzzo abbiamo un segretario trentenne, probabilmente però abbiamo altri tipi di problemi…”.

Presto per parlare di eventuali riconoscimenti attraverso qualche incarico.

“Non ne abbiamo parlato e non ho chiesto nulla – dice – fino alle 23 di domenica abbiamo pensato solo a lavorare per vincere, vittoria che non abbiamo dato mai per scontato. Nell’ultimo sms che ho mandato a Beppe, gli ho scritto che ‘da abruzzese non posso che augurarti di ispirarti ad un grande sindaco che ha avuto L’Aquila che è Tullio De Rubeis“. Che poi sarebbe il nonno della moglie Doroty.