L’AQUILA –  Maria Grazia Rotili e Pamela Mattei non ci sono più. Familiari e amici hanno addobbato con palloncini bianchi il tendone accanto al cimitero di Vigliano, frazione a pochi chilometri da Scoppito (L’Aquila), dove ieri sono stati celebrati i funerali delle due giovani.

Hanno anche lanciato riso e confetti, prima di lasciare due colombe, bianche come la gioventù, libere di spiccare il volo. Come se Maria Grazia e Pamela fossero due spose.

Due bare bianche, tantissima gente intorno. Nell’incredulità generale, nel dolore indicibile di chi ha perduto “due stelle, due splendide creature”.

Sotto un sole estivo, questa mattina molte centinaia di persone hanno dato l’ultimo saluto alle due ragazze originarie di Vigliano e Sella di Corno (altra piccola frazione di Scoppito), morte in un incidente stradale due giorni fa, la notte del 6 aprile, non lontano dall’azienda farmaceutica Aventis, mentre tornavano a casa dalla fiaccolata in memoria delle vittime del sisma del 2009.

Tutti con gli occhi gonfi di lacrime, accanto alle famiglie di Maria Grazia e Pamela, rispettivamente 19 e 18 anni.

Dai volontari del gruppo ‘Grisù’ della Protezione civile, con cui Maria Grazia condivideva la passione nell’aiutare il prossimo e con i quali ha anche avuto modo di stare vicino agli sfollati nella tendopoli di Vigliano, agli amici di sempre, quelli che hanno suonato e cantato per loro, quelli che a Sella di Corno, in piazzetta, non potranno più passare le serate in compagnia di Pamela, ai compagni di scuola e agli insegnanti del liceo scientifico ‘Bafile’ e quelli dell’istituto alberghiero ‘Leonardo da Vinci’, dove le due ragazze studiavano.

L’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, celebra la funzione, esortando tutti a “non lasciare le famiglie nella solitudine, perché con essa si sprofonda nella disperazione”.

“Maria Grazia e Pamela sono state portate via nello splendore della loro gioventù – afferma il presule nell’omelia – ed è per noi difficilissimo accettare qualcosa di terribile come la morte di questi due giovani angeli. Nel nostro territorio sta calando la sera, alla tragedia del terremoto si aggiunqe quest’altra, immensa tragedia”.

Ai funerali hanno preso parte alcune amministrazioni comunali, tra cui quella dell’Aquila e di Scoppito, quest’ultima con Cesare Ciancarella, sindaco facente funzioni.

Durante la messa vengono recitate molte lettere scritte per le due ragazze scomparse.

C’è chi non resiste, l’emozione è forte.

“Volevi uscire da un periodo buio e mi avevi chiesto aiuto – dice commosso un professore di Maria Grazia, uno dei parroci che celebrava i funerali – e io ti risposi che ci sarei stato, ma ora sei tu a non esserci. Mi hai fatto un brutto scherzo. Arrivederci in cielo, Maria Grazia”.

“Eri per noi un punto di riferimento, non ti dimenticheremo mai”, legge una delle insegnanti di Pamela.

Si cerca di restare aggrappati alle parole, all’amore disperato di quelle lettere, per rimandare il momento dell’addio. Le due bare bianche sono lì, tra i fiori e gli abbracci dei genitori, dei parenti, dei coetanei che non vogliono credere a quanto accaduto.

Volano le due colombe e i palloncini bianchi. Pioggia di riso e confetti per le due spose, adesso in cielo.

L’applauso per Maria Grazia e Pamela sembra non finire mai.