L’AQUILA – Mentre nel Popolo della libertà il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, si è detto fiducioso sui risultati “dell’operazione di ricucitura” scattata dopo le rivolte all’Aquila e Pescara per l’esclusione da posti utili per la elezioni politiche, nell’Unione di centro abruzzese, altro partito sceso in piazza dopo le scelte romane sulle candidature abruzzesi, si apre uno spiraglio per il ricompattamento.

Ma la proposta d’intesa ha un prezzo molto alto per il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, la cui candidatura al secondo posto alla Camera ha fatto insorgere una parte della base centrista perché la scelta è caduta su un non iscritto alla Vela ed è stata imposta da Roma, in particolare, dal leader nazionale, Pier Ferdinando Casini.

È il capogruppo dell’Udc in consiglio regionale, Antonio Menna, a nome del gruppo di dirigenti che si sono disimpegnati dalla campagna elettorale, a dettare le condizioni per far tornare il sereno, direttamente al segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa: dimissioni dall’Mpa e presa di distanza dalla maggioranza di centrodestra con passaggio all’opposizione “decretando la fine degli accordi di governo in Regione”, ma soprattutto rinuncia “ai benefit” legati alla sua carica a partire “dall’utilizzo in campagna elettorale dell’auto blu”.

Queste le istanze per avere i requisiti per diventare il candidato ufficiale dell’Udc visto che la capolista Paola Binetti è candidata sia a Roma, sia in Liguria, per cui il secondo posto potrebbe essere utile per l’ingresso in parlamento.

“Ho chiesto all’onorevole Lorenzo Cesa di chiarire urgentemente la posizione ambigua di Giorgio De Matteis, vice presidente del Consiglio regionale abruzzese e capogruppo Mpa, che nonostante la recente candidatura in Parlamento nelle fila del nostro partito continua a sostenere la maggioranza in Regione, assieme al Popolo della Libertà – spiega Menna in una nota – Sono quasi cinque anni che l’Udc con la mia persona siede tra i banchi dell’opposizione in Consiglio regionale, un’opposizione tuttavia sempre responsabile, coerentemente con le scelte condivise nel partito a livello nazionale”.

“A Cesa ho fatto presente che se De Matteis intende adeguarsi a questa posizione e se si riconosce nelle iniziative che ho portato avanti assieme all’Udc abruzzese, che hanno garantito risultati importanti per il partito, adegui immediatamente – spiega ancora – la sua presenza passando definitivamente all’opposizione, rinunciando quindi di fatto alla vice presidenza del Consiglio regionale e decretando la fine degli accordi della maggioranza di governo in Regione”.

Poi, rivolgendosi al vice presidente del Consiglio regionale chiarisce: “A De Matteis dico che è necessario da parte sua un chiaro segnale di sobrietà: rinunci ai benefit economici che la sua attuale carica prevede, al personale del gruppo consiliare Mpa e a quello della vice presidenza, eviti inoltre di utilizzare l’auto blu per la sua campagna elettorale. Tutto questo per non danneggiare ulteriormente l’immagine dell’Udc, già drammaticamente indebolita dalle polemiche che hanno segnato e stanno segnando ancora la sua candidatura con l’Udc”.

In quanto a De Matteis, ha liquidato la vicenda con un “nessun commento”.

Intanto, è attesa per domani le decisione del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, dirigente del Pdl in lizza per una candidatura utile, in rivolta per l’esclusione di Pescara.

Pagano e il suo gruppo dovranno scegliere se ufficializzare lo strappo e appoggiare al Senato la lista civica Rialzati Abruzzo, capitanata dall’assessore regionale il pescarese Carlo Masci, oppure rientrare, come chiede Chiodi, nei ranghi.

Sono ore decisive quindi per i due partiti che devono fare i conti con gli scontenti.

Nel frattempo questa mattina la compagine di Fratelli d’Italia ha presentato le liste per Camera e Senato a Pescara, al Museo delle genti c’erano tutti i 21 candidati.