L’AQUILA – “La Quaianni tornasse a fare impresa!”.

Questa la risposta, senza mezzi termini, del segretario provinciale dell’Ugl, Giuliana Vespa, all’accusa  mossa del presidente provinciale di Federalberghi- Confcommercio, Mara Quaianni, riguardo alla mancata partecipazione dell’Ugl alla riunione del 27 gennaio scorso tra albergatori e associazioni di categoria per la tutela dell’occupazione nel settore turimo all’Aquila.

La Quaianni ha accusato l’Ugl di alzare polveroni e accuse contro Federalberghi, che userebbe i lavoratori come “scudi umani”, e poi di non essersi presentata a quello che suo avviso è stato un incontro molto importante per tutelare i suddetti lavoratori.

“Apprendiamo dagli organi d’informazione – continua la Vespa – che la signora Mara Quaianni di Federalberghi critica con livore e poca cognizione di causa l’assenza della Ugl a un incontro tenutosi venerdì scorso”. 

“Sospetta – insinua la Vespa – la reazione della Quaianni sull’assenza della Ugl considerato, tra l’altro, che anche la Uil non era presente all’incontro e che per l’assenza di questo sindacato nulla è stato detto”.

“L’Ugl – spiega la Vespa – contrariamente a quanto sostenuto da Federalberghi, non ha mai colpevolizzato i datori di lavoro per partito preso ma li critica quando, come afferma la signora stessa, usano i lavoratori, e non solo, come scudi umani”.

La Vespa richiama alla memoria un evento accaduto durante l’emergnza del terremoto, “tutti gli aquilani non possono non ricordare le vergognose affermazioni della Quaianni che minacciò, al seguito del ritardo dei pagamenti, di non servire i pasti e di non effettuare più il cambio della biancheria agli sfollati ospiti nella sua struttura, della serie: ‘spariamo sulla Croce Rossa’!”.

“Federalberghi – chiarisce la Vespa – è stata informata dell’impossibilità della Ugl di partecipare quel giorno all’incontro e visto che la nostra organizzazione sindacale sottoscrive centinaia di pratiche per la concessione della Cassa Integrazione con tutti i datori di lavoro che, senza tanti proclami agiscono concretamente nell’interesse dei dipendenti, siamo pronti a firmare accordi atti a tutelare i lavoratori delle strutture alberghiere”.

“Ribadiamo, nell’interesse di tutti – conclude la Vespa – che, finita la pacchia dell’assistenzialismo, si debba tornare a fare impresa”.