CELANO – “La diffida della Commissione europea all’utilizzo del latte per la produzione del formaggio e degli yogurt italiani mette a rischio una delle eccellenze del nostro Paese, e in particolare della mia regione, l’Abruzzo, minandone la qualità alimentare, ma non solo”.
Lo afferma in una nota il deputato del Nuovo centro destra-Area Popolare Filippo Piccone che, a tal proposito, presenterà un’interrogazione parlamentare, dopo che la Commissione Ue ha avviato la procedura d’infrazione perché considera la legge italiana a tutela della qualità (138 dell’11 aprile 1974) come una restrizione alla libera circolazione delle merci, essendo la polvere di latte e il latte concentrato ampiamente utilizzati in tutta Europa.
“Nel settore alimentare – aggiunge Piccone – l’Europa sembra più concentrata a ‘demolire’ i nostri prodotti più che a salvaguardarli. Serve una presa di posizione netta e forte. Dopo che Bruxelles ha già dato via libera al cioccolato senza cacao (con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao), al vino senza uva e alla carne annacquata fino al 5% e permesso anche ai Paesi del Nord di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero, è ora di porre un freno alla scellerata politica alimentare europea”.
“La qualità tipica del nostro formaggio – ricorda Piccone – è tutelata dalla legge 138 dell’11 aprile 1974 che espressamente vieta ai nostri caseifici l’utilizzo di polvere di latte per produrre formaggi e yogurt proprio per difendere una delle nostre eccellenze che potrebbe essere compromessa da questa decisione europea”.
“Prima che c’impongano anche la pizza e la pasta senza farina – conclude Piccone – è bene assumere una posizione decisa da parte del nostro governo al fine di tutelare il Made in Italy, considerato anche che, nonostante la crisi economica, l’esportazione dei prodotti lattiero-caseari nel primo trimestre di quest’anno ha hanno fatto registrare un aumento di oltre il 9%”.
La strada intrapresa dalla Commissione europea di vietare l’utilizzo del latte per la produzione del formaggio è assurda e inconcepibile. Posizione ribadita anche dal coordinatore provinciale dell’Aquila del Ncd- Ap, Massimo Verrecchia, e dal consigliere provinciale di Forza Italia, Gianluca Alfonsi.
“Se assunta, questa decisione comprometterebbe l’economia e la qualità dei nostri prodotti – aggiungono Verrecchia e Alfonsi – considerando che nella sola provincia dell’Aquila ci sono decine di caseifici oltre a molte piccole aziende anche a conduzione familiare che tramandano una delle eccellenze del nostro territorio”.
“A tal proposito i nostri parlamentari abruzzesi, Filippo Piccone (Ncd-Ap) e Fabrizio Di Stefano (Fi), presenteranno una apposita interrogazione parlamentare per porre l’accento sulla tutela di uno dei prodotti alimentari tipici della nostra tradizione abruzzese”, concludono Verrecchia e Alfonsi.






