PESCARA – “L’intesa raggiunta oggi garantisce la qualità e la velocizzazione della spesa dei fondi comunitari e ci consente di concentrare l’attenzione su quattro macro settori che hanno effetti diretti su obiettivi strategici per lo sviluppo economico e sociale del territorio e cioè istruzione, banda larga, infrastrutture e nuova occupazione, si supera così anche la logica della dispersione delle risorse. L’Europa vuole investire di più nel sud e le regioni, Abruzzo compreso, possono finalmente respirare una boccata d’ossigeno”.
Il presidente della Regione Gianni Chiodi ha commentato così l’esito dell’incontro con il commissario europeo Johannes Hahn, responsabile della politica regionale (giunto a Roma per apporre la sua firma al documento sottoscritto da Fitto e dagli otti presidenti delle Regioni meridionali) con gli altri governatori di Basilicata, Molise, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, il ministro Raffaele Fitto e il sottosegretario Gianni Letta.
Già nei giorni scorsi, i presidenti delle Regioni del Sud avevano preso posizione in maniera unanime sulla vicenda auspicando una scelta di condivisione con l’intento di fissare alle finalità delle politiche di coesione gli otto miliardi ancora da spendere della quota nazionale a favore dei territori del Sud, così come fissato dal regolamento siglato nel 2006, al momento del varo del Quadro strategico nazionale, valido tra il 2007 e il 2013.
“Ora i soldi non potranno essere utilizzati per finalità diverse da quelle stabilite dai governatori e dal Ministro – ha affermato Chiodi – il documento serve proprio a rimodulare l’utilizzo delle risorse e al 31 dicembre, nessuna Regione perderà un euro”.
“Le Regioni negli ultimi mesi hanno profuso grande impegno per gestire al meglio le risorse europee”, ha chiosato Chiodi che ha parlato di “sforzo unanime senza distinzione di schieramento politico ed ha sottolineato come sia fondamentale in questo momento anche la qualità della spesa e come da parte del Commissario Hahn ci sia grande attenzione nei confronti dell’Italia e soprattutto del Sud”.
Il presidente ha aggiunto che “lo sblocco di otto miliardi, come quota di cofinanziamento nazionale sui fondi strutturali per il Sud, è un risultato importante che consente di liberare risorse decisive e consente di portare avanti interventi importanti su istruzione, nuova occupazione, banda larga e infrastrutture che sono i quattro settori sui quali saranno concentrate le risorse comunitarie del Fse, fondo sociale europeo, e del Fesr, il fondo europeo di sviluppo regionale”.
Soddisfazione per l’accordo è stata espressa oggi da tutti i presidenti delle Regioni meridionali nel corso di una conferenza stampa.
“Si tratta di un’intesa che garantisce la velocizzazione della spesa dei fondi comunitari nel Sud – hanno commentato i governatori – e mette in sicurezza le politiche di coesione, del resto la crescita del Paese è direttamente proporzionale alla crescita del Sud”.
Il documento approvato è alla base del Piano d’azione che hanno sottoscritto il governo italiano e il commissario europeo.
Nel documento, governo e Regioni riconoscono la necessità di dare impulso alla crescita dell’Italia e concordano sulla necessità di proseguire il rapporto di cooperazione rispettando quattro condizioni: condivisione interistituzionale; le rimodulazioni potranno prevedere la revisione del tasso di cofinanziamento comunitario a condizione che le risorse nazionali siano vincolate al riutilizzo nel rispetto del principio della territorialità; i settori di intervento sui quali concentrare le risorse saranno in numero limitato e prioritariamente quelli dell’istruzione, della banda larga, delle infrastrutture e della nuova occupazione.




