L’AQUILA – “Le dichiarazioni rese da Tiberti sull’esito del congresso nazionale dell’Udc e sui suoi riflessi nel territorio abruzzese sono da ritenersi opinioni del tutto personali che non coincidono con l’attività che sto portando avanti da commissario del partito regionale”.

Così il commissario regionale abruzzese dell’Unione di centro, Nedo Poli, che ha inviato una nota alla redazione di AbruzzoWeb commentando l’intervista del neo eletto consigliere nazionale Sergio Tiberti, docente dell’Università dell’Aquila.

“Il mio obiettivo non è certo dividere, ma rafforzare l’Udc abruzzese, perché possa tornare ai risultati che merita: questo potrà avvenire, in regione come nel testo dell’Italia, solo attraverso il coinvolgimento propositivo di tutte le personalità, le esperienze e le energie sulle quali può contare il nostro partito”, chiude Poli.

Non è la prima volta che il commissario interviene su vicende politiche poco chiare dell’Udc, peraltro molto numerose negli ultimi anni in un partito dilaniato dalle spaccature interne, al solo scopo di cercare di calmare le acque.

Era già successo nel caso della nomina, poi saltata, del commissario comunale, individuato nell’ex consigliere della Vela Piero Di Piero, architetto decaduto dal Consiglio comunale aquilano dopo un ricorso giudiziario per l’incompatibilità tra il suo ruolo politico e quello di professionista privato impegnato nella ricostruzione, come stabilito dalla legge Barca.

Pure in quel caso Poli, nominato commissario per presentare alle elezioni un partito che vada al di là del circa 1,8%  delle ultime Politiche, ha negato, smentendo l’articolo di questo giornale: peccato che è notizia certa che avesse parlato dell’ipotesi con l’interessato e con lo stesso segretario Cesa e l’operazione fosse praticamente definita prima del rifiuto dello stesso architetto ex consigliere comunale.

In quella circostanza anche lo stesso Di Piero, con una nota dai toni anche minacciosi, ha smentito sdegnosamente, suffragando la versione di Poli, salvo poi, raggiunto telefonicamente da questo giornale, ammettere che il ragionamento sulla sua nomina c’era stato eccome.

Nel caso dell’ultima intervista, Poli va anche oltre: definisce come “personale” la presa di posizione di Tiberti, fresco di conferma come consigliere nazionale, che è dura ma che almeno dà un contributo alla chiarezza e alla definizione dei ruoli nello sgangherato partito nell’Aquilano, questo nel tentativo, un pò goffo per la verità, da parte del commissario  regionale di difendere Giorgio De Matteis.

Il vice presidente uscente del Consiglio regionale e uno dei due coordinatori del coordinamento a 7 della Vela non è tuttavia iscritto all’Udc e continua a non fare chiarezza su tale aspetto, ma è iscritto al gruppo dell’Mpa all’Emiciclo: un partito disciolto, e che tra l’altro ha visto il suo ex segretario nazionale, Raffaele Lombardo, condannato a 6 anni e 8 mesi per appoggio esterno alla mafia.

Siamo sicuri che l’atteggiamento democristiano a oltranza, quello di attivare costantemente la mediazione e di nascondere la polvere sotto il tappeto, una prassi ormai non più praticabile, al solo scopo di coprire divisioni e personalismi oltremodo chiari a tutti, anche all’ormai esiguo elettorato, costituisca il modo migliore per rilanciare il partito? (b.s.)