L’AQUILA – La decisione del tavolo nazionale del centrodestra di affidare a Fratelli d’Italia la scelta del candidato presidente della Regione Abruzzo alle elezioni del 10 febbraio prossimo sembra aver destabilizzato un quadro politico che, nell’immediato, quel vertice romano aveva dato l’impressione di aver ricomposto, sancendo la corsa unitaria.
Non possono che leggersi in questi termini le due inaspettate prese di posizione di oggi: da un lato l’Udc, che non più di qualche giorno fa aveva ribadito il carattere imprescindibile dell’unità della coalizione, che oggi mette sul tavolo la candidatura di Enrico Di Giuseppantonio, dall’altro le Civiche d’Abruzzo, che smarcandosi dal centrodestra sanciscono l’avvio di un percorso di ascolto territoriale che vede protagonista Fabrizio Di Stefano.
“Sto valutando l’ipotesi di provare a candidarmi alle prossime elezioni regionali, come mi ha richiesto il mio partito, e di mettere a frutto la mia lunga, appassionata e quotidiana esperienza di sindaco”, ha detto in una nota Di Giuseppantonio, coordinatore regionale dell’Udc, primo cittadino di Fossacesia (Chieti), alle politiche del 4 marzo scorso candidato alla Camera nel collegio uninominale Lanciano-Vasto col sostegno di tutto il centrodestra.
“Rifletterò in questi giorni, fino al 5 ottobre, se assumermi la responsabilità di una così importante decisione che, comunque, se sarà presa, guarderà all’esclusivo interesse della comunità”, ha aggiunto, facendo anche riferimento alla data limite entro la quale i sindaci di comuni superiori ai cinquemila abitanti devono dimettersi per potersi candidare alla Regione.
Eppure Di Giuseppantonio lascia intendere che sul suo nome ci sarebbe una intesa che va oltre i confini dell’Udc: “Rifletterò sulla richiesta che mi è giunta espressamente dal mio partito e dalle forze di centro destra per sostenere attivamente lo schieramento. Una candidatura che tiene in considerazione proprio le esperienze di amministratore, maturate in questi anni come sindaco e come presidente della Provincia di Chieti”, ha detto.
Sempre oggi, in una conferenza stampa a Pescara, Fabrizio Di Stefano, insieme a Piergiorgio Schiavo di Noi Abruzzo e Gianluca Zelli di Azione Politica (assente Daniele Toto, ma la sua Liberal Abruzzo aderisce alla campagna) ha lanciato una campagna in grande stile, con tanto di claim, “Il progetto, la condivisione”, e brand altisonante con le iniziali del suo nome, “Fds. Le 305 tappe”.
“Il discorso politico sull’Abruzzo sembra incentrato solo sui nomi e sulla data del voto, ma il 10 febbraio, chiunque vincerà, si troverà ad affrontare la partita vera e più difficile, ossia agire e saper governare per risollevare l’Abruzzo dal baratro in cui la nostra regione è precipitata con il governo D’Alfonso“, ha detto l’ex parlamentare, a sorpresa non ricandidato alle ultime politiche dalla sua Forza Italia, che dopo essere stato il primo a proporsi come candidato governatore, sposta oggi l’attenzione sui programmi.
In rotta con gli azzurri, che non lo hanno neanche inserito nella rosa di nomi sottoposti al sondaggio affidato alla società specializzata Tecnè, Di Stefano per mesi è stato dato con un piede dentro la Lega, ma con i salviniani non ha mai legato troppo, mentre sin dal maggio scorso, quando lanciò le prime assemblee della “Primavera delle idee”, negli ultimi mesi ha cercato e trovato la sponda del mondo civico, salvo una parentesi di raffreddamento con Azione Politica.
“Per affrontare adeguatamente il compito di governare l’Abruzzo, da oltre un anno è all’opera un comitato composto da esperti, professionisti, tecnici di area, amministratori regionali e nazionali che nei diversi campi rappresentano delle eccellenze, che ha elaborato idee, progetti, azioni concrete per costruire da subito un Abruzzo migliore e che andremo a far conoscere meglio nel dettaglio già nei prossimi giorni”, ha detto Di Stefano, che non ha fatto cenno neppure una volta al centrodestra, quasi a far immaginare la costituzione di un quarto polo, nonostante la rete delle civiche abbia sempre rivendicato una chiara collocazione politica.
“Mentre solo oggi alcuni cominciano a porsi il problema del programma elettorale”, ha aggiunto Zelli, “quasi fosse una semplice incombenza burocratica, noi abbiamo nel frattempo sviluppato un progetto globale che ha come obiettivo gli abruzzesi e la rinascita dell’Abruzzo”.
Drastico contenimento dei costi della sanità, pur migliorandone i servizi capillarizzando l’offerta sul territorio, piano Marshall per la viabilità interna, rilancio economico ed occupazionale valorizzando l’identità dei territori in tutte le sue forme i punti nodali del programma illustrato.
“A partire da oggi tale programma, che è stato realizzato tenendo bene a mente le criticità presenti nella nostra regione e le difficoltà che oggi vivono le famiglie, il disagio sociale diffuso, la crisi delle attività produttive e del lavoro, verrà presentato e discusso con rappresentanti di associazioni, imprese, categorie e a seguire, attraversando i 305 comuni abruzzesi, durante assemblee di amministratori e cittadini anche al fine di raccogliere ulteriori integrazioni”, ha detto Schiavo.
“Alla domanda se il progetto presentato oggi equivale ad un annuncio della candidatura di Di Stefano a presidente della Regione Abruzzo non rispondiamo con un si o un no, perché altrimenti diventerebbe questa, comprensibilmente, la notizia del giorno”, ha chiarito Zelli, che per primo la scorsa settimana aveva commentato duramente il fatto che a decidere le sorti dell’Abruzzo fosse stato un tavolo romano, parlando di “ennesimo oltraggio al territorio”.
Da Forza Italia, intanto, che nel coordinamento regionale di lunedì sera a Pescara aveva posto un veto sui nomi del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e sull’avvocato pescarese Augusto La Morgia, oggi smorza i toni Antonio Martino: “Non siamo preventivamente contro nessuno ma vogliamo essere coinvolti – dice in una nota il deputato e segretario organizzativo regionale – Gli accordi nazionali vanno rispettati, ora attendiamo che in tempi brevi Fratelli d’Italia ci presenti una rosa di nomi di possibili candidati alla presidenza per condividere una scelta che dovrà essere vincente con il supporto di tutto il centrodestra”.






