ROMA – La Russia riduce di un terzo le forniture all’Italia rispetto alla media degli ultimi giorni. E’ quanto si evince da una nota dell’Eni.

“Gazprom – scrive la compagnia italiana – ha comunicato che per la giornata di oggi fornirà a Eni volumi di gas pari a circa 21 milioni di metri cubi al giorno, rispetto a una media degli ultimi giorni pari a circa 32 milioni di metri cubi al giorno. Eni fornirà ulteriori informazioni in caso di nuove e significative variazioni dei flussi”.

Il timore di un taglio completo dei rifornimenti del gas russo cresce in tutta Europa e in particolare in Germania, dove si immagina che il prossimo inverno sarà “freddo, buio e caro”, come ha titolato l’edizione weekend del giornale economico Handelsblatt, immortalando una porta di Brandeburgo resa bluastra dal ghiaccio.

L’attenzione generale, alla vigilia dell’avvio dei lavori di manutenzione del Nord Stream 1, è puntata su quello che accadrà fra 10 giorni, quando il gasdotto dovrebbe riprendere a funzionare regolarmente; l’opzione che Mosca prenda però questa occasione come pretesto per chiudere definitivamente le forniture viene considerata “la più probabile”, secondo il ministro francese Bruno le Maire, che esorta l’Europa a “prepararsi”. Neppure il collega tedesco Robert Habeck fa mistero di ritenere possibile uno stop completo proprio a partire da oggi.

Proseguono intanto gli attacchi missilistici russi sulle città ucraine, che ancora una volta vedono coinvolta la popolazione civile.

Un missile russo ha colpito nelle prime ore di oggi un edificio residenziale di sei piani nella città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, distruggendolo in parte.Finora una donna anziana è stata estratta dalle macerie, mentre non si hanno ancora notizie di eventuali vittime.

Altre tre persone sono morte invece in seguito ad un secondo attacco missilistico che ha provocato anche il ferimento di 16 persone. Due persone sono morte invece nel villaggio di Zolochiv, sempre nella regione di Kharkiv, in seguito ad un bombardamento russo.

Ieri la guerra aveva fatto registrare la prima strage di civili da quando i russi si sono concentrati nell’offensiva sul Donetsk. Tre missili hanno sventrato un palazzo nella cittadina di Chasiv Yar, provocando almeno 18 morti, ma il bilancio rischia di essere provvisorio perché tra le macerie si lotta per estrarre decine di persone, inclusa una bambina. Forse un ennesimo, tragico errore di mira da parte dell’esercito invasore, che nelle ore successive ha affermato di aver colpito alcuni hangar di armi americane proprio nella zona.